<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://mymadw.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2fmymadw.spaces.live.com%2fcategory%2fViaggi%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>Universo Tangente: Viaggi</title><description /><link>http://mymadw.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catViaggi</link><language>en-US</language><pubDate>Thu, 28 Aug 2008 18:23:45 GMT</pubDate><lastBuildDate>Thu, 28 Aug 2008 18:23:45 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://mymadw.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>2200373237225277782</live:id><live:alias>mymadw</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Tema in classe</title><link>http://mymadw.spaces.live.com/Blog/cns!1E894BCD1A16C956!745.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;div&gt;A grande richiesta, il mio tema di Italiano. Dopo che la professoressa me l'aveva reso l'ho riletto e non mi è sembrato quella gran cosa che avevo in mente quando l'ho scritto. So che non è assolutamente adatto a stare su internet perché troppo lungo: ci vuole parecchia forza di volontà per leggerlo tutto. Per ora non lo commento, a voi il giudizio.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Il viaggio... Se è vero che il viaggio è una dimensione interiore ancora prima che l'incontro con luoghi altri, racconta un viaggio reale o immaginario che ti ha cambiato o che è stato per te particolarmente significativo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Svolgimento&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Il viaggio...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Certo, come spunto non era male: di solito le riviste letterarie proponevano concorsi dall'argomento poco interessante e produttivo. In questo caso c'era parecchio da dire, e io quel concorso dovevo vincerlo a tutti i costi: un giovane scrittore (anche se a trent'anni suonati non mi sentivo più tanto fresco...) come me aveva bisogno di qualche premio per farsi conoscere in giro. Stavo già lavorando a due romanzi, ma mi accollai anche il compito di comporre quel &amp;quot;racconto breve&amp;quot;: prima un po' di popolarità, dopodiché mi sarebbe stato molto più facile ottenere la pubblicazione dei miei scritti da un editore. Me ne stavo rannicchiato sulla sedia della mia scrivania, la piccola luce sopra la testa, il foglio in orizzontale verso sinistra, tanto che pareva che stessi scrivendo in verticale: la mia vita, da ventiquattro anni a questa parte, ovvero da quando sapevo scrivere, si rifaceva tutta ad un giacere inerte davanti alla scrivania, il che aveva portato il mio corpo ad un lieve rachitismo, ad eccezione della mano, abituata a vibrare frenetica inseguendo il tratto della penna.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Rimugina che ti rimugina, alla fine scrissi qualcosa a proposito di un ragazzo povero.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Ogni sera torno a casa da quel lavoro ingrato: nessuno mi aspetta con la cena pronta, nessuno può tenermi compagnia. Ovvio, chi lo vuole un rottame come me? Un operaio che odia il suo lavoro, tiene sempre il broncio, e quando ha tempo libero dorme?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Mi siedo al tavolo della cucina/sala da pranzo/salotto, visto che vivo in un misero bilocale, mangio qualcosa dal frigorifero, e poi vado in camera a coricarmi.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;La notte è il momento più bello: posso sognare i miei viaggi. Mi piacerebbe viaggiare davvero, un giorno, ma uno come me, che con la madre anziana da mantenere fatica a sbarcare il lunario, non ha possibilità di mettere da parte un gruzzolo sufficiente per una bella vacanza.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Non sapevo come chiamare il protagonista; decisi di seguire il suo esempio e andarmene a letto: ormai erano le due di notte passate.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;La mattina seguente mi svegliai con un nome che rimbalzava insistentemente in testa: Giacomo. Poteva andare, abbastanza semplice: il mio operaio doveva essere un uomo qualunque. E' ovvio che la notte porta consiglio. Mi preparai, presi il mio taccuino e la penna, e uscii di casa. Non mi separavo mai dal mio bloc-notes: sapevo per esperienza che le idee migliori vengono nei momenti più impensati, era necessario avere qualcosa su cui appuntarle al volo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Mi recai al bar all'angolo: tutti nella vita hanno il loro &amp;quot;bar all'angolo&amp;quot;; io avevo il mio, e nel mio si trovava anche la mia amata, la mia musa ispiratrice, solo che lei non lo sapeva.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Si sedeva sempre in un angolo, e io mi sedevo sempre ad un tavolino da cui si vedeva perfettamente la sua magnifica figura, senza che lei si accorgesse del mio sguardo insistente. A dire il vero non mi aveva mai notato: le poche volte in cui il nostro sguardo si era incrociato lei non ci aveva fatto caso. Non ci eravamo neanche scambiati una parola; non sapevo neppure il suo nome: per me poteva essere Eva, Venere o Gertrude. Non avrebbe fatto alcuna differenza.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ordinavo sempre un cappuccino, che in quel bar veniva preparato sempre ad una temperatura da ustione; dopodichè, nell'attesa del raffreddamento della bevanda, mi perdevo nella contemplazione estatica di quella figura divina. Aveva un'aria stanca ed emaciata, il volto pallido e i capelli biondi: la immaginavo schifata dalle ingiustizie del mondo e le davo segretamente ragione. &amp;quot;Sì, amore mio, è triste.&amp;quot; pensavo &amp;quot;Il mondo è una delusione continua: se la prende con tutti, anche con le creature perfette e angeliche come te! Ti prego, non soffrire! Ci sono io, qui, per consolarti!&amp;quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Mi cullavo in queste dolci dichiarazioni per tutto il tempo che il cappuccino mi concedeva, dopodichè sarebbe stato maleducato nei confronti del proprietario del bar trattenersi troppo a lungo a scaldare la sedia. La mia bella guardava fuori dalla finestra, come spesso faceva. Io la osservavo rapito finchè non ebbi l'impeto di continuare il mio racconto. &amp;quot;Grazie, mia Musa, per l'ispirazione!&amp;quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Anch'io amo qualcuno, anche se sembra difficile a credersi: è una ragazza del mio condominio, credo che si chiami Sara, l'ho visto sul campanello. Ci incrociamo ogni tanto sulle scale, quel fugace &amp;quot;Buongiorno&amp;quot; mi sembra già la fine del mondo. Se solo potessi trovare uno spunto di conversazione! Ma lei è completamente diversa da me, e per questo, sublime: fa la critica d'arte ed è plurilaureata, non come me, un idiota qualsiasi che è andato a girarsi i pollici al professionale! Oh come mi consuma questo amore, e insieme, mi tiene su: forse, un giorno, io e Sara potremmo partire per un viaggio ai Caraibi, anche se forse è un po' banale.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Che idea geniale! Mi sarebbe bastato seguire la mia amata per vedere sul suo campanello come si chiamava! Perché non ci avevo pensato prima?! Dato che non avevo nulla da fare, decisi di seguirla il giorno stesso. Per fortuna uscì in contemporanea alla fine della mia tazza di cappuccino. Pagai e uscii in strada; cominciai a seguirla. Inizialmente mi portò in un supermercato: comprava cibi semplici e poco costosi; possibile che la mia dolce creatura fosse così fragile da doversi nutrire con una dieta da anziani?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Io mi comprai una confezione di lamette e un po' di pane: pagai ad una cassa un po' lontana dalla sua e ricominciai il mio pedinamento. Finalmente giungemmo ad una casa; la mia bella suonò il campanello e le aprirono. Si trattenne un po' dentro (io mi allacciavo la scarpa dall'altro lato della strada, o guardavo le vetrine...) e poi uscì senza il sacchetto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ricominciò a camminare e tornò al supermercato, comprò più o meno le stesse cose e infine andò a suonare ad un'altra casa. Questi avvenimenti si ripeterono per alcune volte durante la giornata, finché nel pomeriggio non capii quale mansione svolgeva la mia amata. Fu quando lei suonò l'ennesimo campanello e una vecchietta si sporse dalla finestra del primo piano, apostrofandola con queste parole: &amp;quot;Ah, eccoti qui! Vieni tesoro, ti apro! Oh come farei senza di te...&amp;quot; La vecchietta si allontanò e poco dopo la mia bella entrò; ormai avevo capito: si guadagnava da vivere facendo la spesa alle vecchiette intrappolate in casa dalla vecchiaia. Era il tipico mestiere modesto e altruista che mi sarei aspettato da un angelo come lei.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;La sera le cose si fecero più interessanti; durante il giorno aveva mangiato pochissimo (e di conseguenza anch'io), e da ciò si capiva il perché fosse così magra. Tra una vecchietta e l'altra, avevamo girato quasi tutta la città; ma la sera lei mi condusse in territorio inesplorato: arrivammo nel quartiere malfamato. Cominciai a innervosirmi: cosa ci faceva lì il mio angelo? Come poteva avere a che fare con quei brutti ceffi?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Le strade erano poco frequentate a quell'ora e per non insospettirla dovetti cominciare a camminare molto lontano da lei. Per qualche minuto la persi di vista, poi, orientandomi in quel labirinto di stradine, la ritrovai: era in compagnia di alcuni ragazzini e tutti avevano gli occhi stralunati. Ben presto qualcuno cadde in terra e cominciò a rotolarsi sul suolo sporco e umido. Lei rimaneva in piedi, pallida come non mai, sembrava quasi risplendere nella strada buia. Io capii: si erano drogati, tutti. Non ci voleva un genio per capire che era LSD.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Disperato, girai l'angolo e mi accasciai a terra, lontano dal suo sguardo, nel caso improbabile in cui, in quello stato, avesse ancora potuto vedermi. Adesso avevo capito quell'aspetto triste ed emaciato. Era un piccolo angelo depresso, e si drogava!&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Era un scoperta devastante per me: provavo il desiderio di aiutarla, ma non ci conoscevamo nemmeno! In preda a non so quale misto di sentimenti, presi in mano il mio taccuino. La mani tremavano.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;L'unico viaggio che mi posso permettere è quello che mi regalano le pastiglie di LSD. Loro sono più vere dei sogni. Non potrei vivere senza di loro. Peccato che siano così costose: non mi posso permettere tante dosi. Oh com'è triste la mia vita! Si colora di nuovo solo con i miei viaggi a luci stroboscopiche...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Affranto, mi alzai in piedi e cominciai a correre; il taccuino cadde in terra, ma non avevo tempo per raccoglierlo. Corsi e corsi fino ad una strada; attraversai sulle striscie, sordo al rumore del potente motore sempre più vicino... E poi l'impatto: chi guidava era troppo ubriaco per accorgersi di me.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ma come?! Io?! Morire così?! Impossibile! Mi ero sempre ripromesso lasciare questa vita all'età di cinquant'anni! Sì, era così che doveva andare: raggiunto l'apice del successo, mi sarei suicidato in modo che tutti potessero ricordare la mia grandezza di scrittore. Ma i miei romanzi sono incompiuti! Non doveva andare così: che morte banale! Questo viaggio all'inseguimento del mio amore non si può concludere con la morte! No! Non così!&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E invece sì.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=2200373237225277782&amp;page=RSS%3a+Tema+in+classe&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=mymadw.spaces.live.com&amp;amp;GT1=mymadw"&gt;</description><comments>http://mymadw.spaces.live.com/Blog/cns!1E894BCD1A16C956!745.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://mymadw.spaces.live.com/Blog/cns!1E894BCD1A16C956!745.entry</guid><pubDate>Sun, 25 Nov 2007 11:35:28 GMT</pubDate><slash:comments>8</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://mymadw.spaces.live.com/blog/cns!1E894BCD1A16C956!745/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://mymadw.spaces.live.com/Blog/cns!1E894BCD1A16C956!745.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-11-25T11:42:06Z</dcterms:modified></item></channel></rss>