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日志


6月17日

Caro vecchio facebook

Il mio post arriva un po' in ritardo, ma stasera mi andava proprio di parlare del fenomeno feisbukiano che ha investito l'Italia in quest'ultimo anno scolastico. Si calcola infatti che il celebre sistema virtuale di schiavismo abbia incrementato le sue fila di adepti del 2700% dall'anno scorso - su questa percentuale non sto scherzando. La domanda è: quanto è rimasto sulla cresta dell'onda? Vi resta ancora? La risposta è: sta inesorabilmente crollando da settimane o forse mesi, solo che tanti giovani grullini continuano a dargli spago. Con il termine "crollando" intendo che facebook ha perso molta della stima che avevano per lui i suoi iscritti; infatti, poiché eliminarsi da facebook è un'impresa situata in un punto impreciso tra il difficilissimo e l'impossibile, non credo che il numero degli account subisca molto gli effetti del crollo qualitativo del social network.
Ma veniamo a voi, miei dolci e indifesi lettori, che vi starete sicuramente chiedendo se non sarebbe meglio darmi retta e cercare di far sparire ogni traccia del vostro passaggio dal sito. Sono sicura che ci state già ripensando: siete troppo assuefatti al veleno contenuto nei test, so quanto vi stuzzicano domande come "quale pianta carnivora si intona con le tue zanzare?", "quale essere saresti se adeguatamente sottoposto a radiazioni nucleari?", non potete fare a meno di compilare tutto quello che vi capita sotto il mouse!
Ebbene, ho qui 3 aneddoti che vi mostrano quanto di abietto e di meschino si nascondano sotto il logo blu con la scritta bianca!
Una persona di mia conoscenza ha saputo che su facebook esisteva un fishing il quale, inviandoti un invito da parte dei tuoi amici inconsapevoli, ti indirizzava ad un sito farlocco dove ti venivano chiesti, e conseguentemente rubati, nome e password. Questo feisbukiano ha provato a scrivere un avviso riguardo al pericolo sulla bacheca; a breve le è giunto un avviso di facebook dove le notificavano che il suo messaggio era stato cancellato perché segnalato come offensivo da alcuni utenti: questo è un brillante esempio di come facebook si para (...) perché non ammette cattiva pubblicità.
Un'altra persona utilizzava la casella di posta messa a disposizione su facebook per ricevere molte e-mail, anche di lavoro: non chiedetemi perché ma aveva deciso che il social network era più professional. A questa persona è stato inviato un avviso dove veniva "sgridata" per approfittarsi troppo della posta di facebook!
Una terza persona, infine, ha usato la chat di facebook per quattro ore, da mezzanotte alle quattro, finché non ha ricevuto un messaggio intimidatorio di facebook che le intimava di smettere di chattare a sbafo altrimenti sarebbe stata bannata.
Non resta che tornare all'amato MSN, sarà un po' per bambini, e avrà i suoi problemini, ma... gli si vole bene!

Sia ben chiaro: io non sono nessuna di queste tre persone, perché, molto saggiamente e anticonformisticamente, ho scelto mesi fa di non iscrivermi mai su facebook; vi ho narrato i fatti per come mi sono stati raccontati e non posso giurare niente a riguardo. Saluti a tutti e continuate beati a fare i vostri test: "quante probabilità ci sono che tu ti cancelli da facebook?".
6月6日

Per la serie "buone idee"


 
4月16日

Coin operated boy

Lo so, è un millennio che non scrivo. Forse un giorno troverò anche la forza di spiegare il perché... Comunque ho trovato (stranamente) una bella canzoncina che voglio pubblicare. Per capirsi, è la canzoncina della pubblicità dello zaino double-face della seven; non dite che sono una bimba consumista influenzabile e vittima della pubblicità, perché in quel caso vi state riferendo al mio consanguineo Eug. Peraltro, prima di lasciarvi le lyrics, ecco una perla di mia mamma che avverte mio fratello sui pericoli della società mediatica: "Non dirmi che diventerai uno stupido bambino fissato con le marche? Le pubblicità sono create da persone che studiano il modo di metterlo nel c***o alla gente: io lo so perché è il mio lavoro!"
Babbes: "Lei è doppiamente brava: riesce a metterlo nel *ul* senza f*v*!" E qui cala il sipario sulla povertà della mia famiglia.

coin operated boy- The Dresden Dolls

coin operated boy
sitting on the shelf he is just a toy
but i turn him on and he comes to life
automatic joy
that is why i want a coin operated boy

made of plastic and elastic
he is rugged and long-lasting
who could ever ever ask for more
love without complications galore
many shapes and weights to choose from
i will never leave my bedroom
i will never cry at night again
wrap my arms around him and pretend....

coin operated boy
all the other real ones that i destroy
cannot hold a candle to my new boy and i'll
never let him go and i'll never be alone
not with my coin operated boy......

this bridge was written to make you feel smittener
with my sad picture of girl getting bitterer
can you extract me from my plastic fantasy
i didnt think so but im still convinceable
will you persist even after i bet you
a billion dollars that i'll never love you
will you persist even after i kiss you
goodbye for the last time
will you keep on trying to prove it?
i'm dying to lose it...
i want it
i want you
i want a coin operated boy.

and if i had a star to wish on
for my life i cant imagine
any flesh and blood could be his match
i can even take him in the bath

coin operated boy
he may not be real experienced with girls
but i know he feels like a boy should feel
isnt that the point that is why i want a
coin operated boy
with his pretty coin operated voice
saying that he loves me that hes thinking of me
straight and to the point
that is why i want
a coin operated boy.

 

1月24日

Problemi seri

In quest'ultimo periodo tendo a perdere le redini delle mie attività un po' a turno. Ciò significa che se mi va bene la scuola, non mi va bene a casa; se mi va bene a musica, non mi va bene con gli amici; se faccio quello che dovevo fare, dormo troppo poco... E' così che cercando di condurre decentemente alcuni sprazzi della mia vita, non ho scritto sul blog per un po': argomenti ne avrei, ma che fatica scriverli (per non parlare del mio libro che versa in un pietoso stato di abbandono)!
Avendo notato che lo scorso intervento è risultato un po' pesante (mi è venuta proprio la lezioncina di matematica che volevo evitare di fare), stavolta vi propongo qualcosa di molto leggero. Vi consiglio di guardare il video sottostante dal minuto 4 e 20 secondi in poi, perché quella è la parte che mi preme di mostrarvi, mentre guardare ciò che precede significherebbe perdere tempo.
  
Il problema di questo video non è che mostra la sfacciataggine dell'unico idiota esistente in Italia: in quel caso ci potremmo chiedere "ma com'è che quest'essere viene nutrito tuttora? How on earth can he exist??"; il germe della questione risiede nel fatto che costui (e le polle che gli vanno dietro) è un individuo mediocre desideroso di visibilità pescato a caso nella popolazione del Bel Paese. L'indignazione non è suscitata da costui come singolo, ma dalla consapevolezza che come lui sono in tanti. Per questo mi chiedo: può andare avanti uno Stato con una fetta di popolazione a questi livelli di imbecillità? E a cosa serve la televisione se deve offrire un servizio così penoso? Cavolo che rabbia: quanta roba da eliminare dai palinsesti! Fosse per me terrei i Simpsons, Rainews24 (alla mattina), Chetempochefa, e X Factor (su quest'ultimo ci sarà da ridire). E poi mi fa incavolare come via via tutti i canali stiano togliendo la roba interessante per costringerti a comprare il satellite o il digitale, dove trovi il quadruplo dei canali, il che implica -in proporzione- il quadruplo delle stronzate, e un esiguo numero di programmi decenti.
Per ultimo mi lamento del fatto che anche in Toscana abbiano messo Buongiorno Regione, alle 7:30, che interrompe bruscamente il mio adorato Mineo che fa la rassegna stampa (il mio appuntamento quotidiano con l'informazione). Ci hanno tenuto per mesi con la trasmissione disturbata perché avevano allestito Buongiorno Regione solo nelle regioni dei leghisti, più quella della capitale, e ora ci mettono quello studiolo sfigato (riciclato anche nel TG Regione) con dei colori vomitevoli: verde, arancione, azzurro, e rosa! AAARGHH!
 
Risposta: Mugna? Ma spengerla, la tele?
1月1日

Coppie di classi contigue

Ho già scritto un intervento in cui mi lamentavo del trauma subito dai bambini al momento in cui scoprono che Babbo Natale non esiste; è stato per l'esattezza a dicembre della prima liceo, quando il mio blog aveva a malapena un mese...
Forte degli studi di terza liceo, quest'anno voglio proporvi una riflessione che per comodità ambiento nelle feste natalizie, ma che può valere per tutto l'anno.
Ritornate con la memoria al momento in cui LO avete scoperto, oppure, se non LO ricordate affatto, ad un qualsiasi Natale in cui avete ricevuto un regalo inaspettato (sia bello che brutto). Ricordate la faccia mezza triste di vostra madre/vostro padre/un vostro parente/amico? Potete rivedere le sua labbra muoversi a rallentatore fino a che la frase non assume un significato di senso compiuto? Riuscite a sentire il suono della sua voce? Percepite ancora la curvatura dei vostri lineamenti? La tensione dei vostri muscoli? Il battito del vostro cuore? ...
E poi tutto si è magicamente ribaltato. Qualcosa si è infranto, avete attraversato una membrana invisibile e siete entrati in un mondo che aveva qualcosa di diverso; quello di prima era lontano e irraggiungibile.
Io credo che la vita si possa dividere in coppie di classi contigue in base ad avvenimenti più o meno importanti che la cambiano. Ma spieghiamo cosa sono le classi contigue a chi non lo sa... Si prendono due insiemi A e B: entrambi appartengono all'insieme dei numeri razionali (cioè tutti i numeri che potete sperare di finire di enunciare prima di morire, compresi i periodici -basta che diciate "numero virgola numero periodico"-) e non sono vuoti; un numero qualsiasi appartenente ad A è minore di un numero qualsiasi pescato da B; infine, cosa più interessante: comunque si prenda E (epsilon) maggiore di 0 (l'invito è a prenderlo più piccolo possibile purché non sia 0) ci saranno un numero a elemento di A e un numero b elemento di B tali che b-a (ovvero la loro distanza) sarà minore di E. Da ciò deriva il fatto che si chiamano contigue: perché devono stare accanto, con al massimo un numero nel mezzo, che non appartiene a nessuna delle due ed è chiamato elemento separatore. Infatti se ci fossero due elementi separatori, ad esempio ad A appartenessero tutti i numeri minori di o uguali a 2 e a B tutti i maggiori di o uguali a 2,1, prendendo semplicemente E=0,01 imbroglieremmo il gioco: infatti possiamo scegliere al massimo a=2 e b=2,1 che distano 0,1 che è 10 volte più grande di E.
Se invece l'elemento separatore fosse solo 2 (come al massimo gli è permesso di essere), ed E=0,01, potremmo prendere a=1,999 e b=2,001 che disterebbero 0,002: fregato E!
Come avete imparato, quindi, qui il gioco è di cercare un E sempre più piccolo e stupirsi della furbizia di A e B che trovano sempre elementi che distano di meno.
Adesso pensate ad un avvenimento che ha cambiato qualcosa di voi: se non vi piacciono quelli che ho proposto all'inizio potreste scegliere il momento in cui avete saputo il risultato di un esame importante, in cui siete entrati per la prima volta nella vostra nuova classe, in cui avete visto per la prima volta qualcuno di importante, ecc... Sono sicura che quell'attimo, il punto di svolta, è vivido nella vostra memoria: l'elemento separatore è identificabile con precisione. Ma se vi chiedessi di un secondo prima? E di un secondo dopo? Sapreste dire con certezza cosa facevate, cosa provavate e soprattutto quanta e che differenza c'era tra le emozioni di quei due secondi? E un decimo di secondo prima dell'elemento separatore? Un nanosecondo? Un attimo? Un "attimino" (espressione temporale fasulla perché inquantificabile in quanto teoricamente più piccola della misura minima)? Vi sorprenderete di come per quanto vi sforziate, tra il vostro ricordo e l'effettivo avvento dell'elemento separatore è trascorso ancora qualcosa.
Insomma, avete mai pensato all'abisso di momenti che vi siete lasciati indietro appena dopo essere entrati nella insieme contiguo B? Vi siete mai soffermati sulle sensazioni infinitesimali che si provano negli ultimi attimi di ingenuità provocata dall'ignoranza dell'elemento separatore? E' pazzesco eppure la maggior parte delle volte che vi capita qualcosa di veramente speciale un attimo prima non avreste potuto prevederlo. Anche morire, e in effetti da certi punti di vista non è così pazzesco: è lapalissiano.
Beh, a me piace ripensare agli ultimi istanti passati negli insiemi A; mi piace tornare a quei momenti in cui qualcosa di insospettabile attendeva dietro l'angolo e poi rivivere l'elemento separatore come passando sotto una cascata fredda. Ovviamente ci sono anche insiemi B che vi hanno portato a delusioni, e grosse; ma io preferisco quando uscendo dalla grotta dell'insieme A trovo il sereno nella classe contigua.
Dato che "la speranza è l'ultima a morire", i più ottimisti si potrebbero immaginare sempre sull'orlo del precipizio rappresentato dall'elemento separatore: finché non lo avrete superato non potrete sapere di stare per vivere qualcosa di bello, quindi tanto vale aspettarselo in qualsiasi momento, il che vi potrebbe rendere assai più gradevoli molti periodi.
 
Non poteva mancare il mio augurio per il 2009: spero per voi (e per me) di inciampare prima o poi in bellissimi elementi separatori, posti sulla nostra strada.
12月18日

Dentolino

Martedì sono stata dalla dentista, ho fatto una radiografia perché avevo un dente strano a sinistra in fondo alla bocca. Erano anni che non facevo una radiografia: il fatto di doversi togliere di dosso gli oggetti in metallo invita la mia immaginazione a ipotizzare scenari fantascientifici dove mi si fondono addosso oggetti dimenticati, oppure implodono e creano qualche buco nero. Devo dire che le nuove tecnologie fanno sembrare la radiografia una roba molto futurista: c'è una struttura a C che ti gira intorno alla testa in tutte le direzioni come quelle giostre spaccabudella del Luna Park...
La dottoressa ha esaminato la lastra e dopo mi ha visitato: ha deciso che quel dentino andava rimosso, mi ha fatto una piccola anestesia e l'ha tolto. Era strano, anomalo, piccolissimo, a punta, come un canino, anche se stava accanto ai molari; nella radiografia si vedevano i denti del giudizio ancora sotterrati nelle gengive, che sormontavano un pallino a destra.
L'ho chiamato Dentolino, e mi ricorda i bei tempi delle elementari in cui andavo a dormire con la sicurezza che durante la notte avrei ricevuto i soldini dalla Fatina/dai Topolini dei dentini, personaggi fantastici al pari di Babbo Natale ma forse meno noti e sfruttati. Dentolino è come me: era strano, era diverso, era inutile, non doveva stare dov'era; queste le parole con cui è stato descritto. Dentolino è stato staccato, poverino; aveva anche lui la sua dignità: una piccola radicetta con la quale si aggrappava tenacemente alla gengiva, la sua puntina con cui cercava di difendersi dagli imponenti molari... Dentolino non ha mai baciato nessuno, non ne ha avuto la possibilità, e ormai è troppo tardi... "Addio Dentolino!" dico io, ma alla mia bocca non interessa affatto.
 
O forse Dentolino non era altro che un rimasuglio di un gemello evanescente: un feto che ha cominciato a svilupparsi per poi soccombere a me che l'ho inglobato (per maggiori informazioni cercate su internet). Succedono, queste cose: nel gemello nato rimangono denti, capelli, unghie del gemello debole. E se Dentolino fosse la mia anima pottina? La mia gemella estroversa mai nata? Un personaggio opposto a me? In quel caso ho fatto bene a eliminarlo? No, comunque no.
 
Dentolino R.I.P.
12月5日

Fisiognomica

Cari lettori, innanzitutto vi chiedo perdono per tutti questi giorni di silenzio.
Stasera, dopo aver completato una versione, ho dato un'occhiata alle news di Google: quasi per magia, da una misera notiziuola ho tratto una geniale intuizione. Ecco un esperimento che propongo ai miei compagni di classe e a svariati compagni di scuola (gli altri dovranno usare la parte più macabra della loro immaginazione).
  • Primo passo: vi invito a visitare questo canale su YouTube: http://www.youtube.com/user/mariastellagelmini e a visionare il primo (e per ora unico) video pubblicato.
  • Secondo passo: dopo aver resistito per ben 28 secondi a istinti omicidi misti a conati di vomito, vi chiedo di analizzare l'abbigliamento e più in generale l'aspetto della donna. Magliettina attillata di un colore orrendo che protegge un corpicino magro ma cadente. Capelli castani, mossi. Occhiali. Chi vi ricorda??
  • Terzo passo: datemi conferma che la mia non è solo un'impressione. Qui infatti si parla di due donne praticamente uguali!! (Se non fosse che quella a cui associo la protagonista del video è più vecchia e meno realizzata -sempre che questa lo sia-)

La donna a cui ho pensato ha infestato due dei miei preziosi anni scolastici. Se non avete avuto il piacere di conoscerla dovreste leggere la descrizione di Thomas Gradgrind in Tempi difficili (che avevo pubblicato circa due anni fa su questo blog) per comprendere il suo carattere. Se invece volete farvi un'idea del suo aspetto basta che aggiungiate alla Gelmini qualche annetto e le simpatiche guanciotte rugose tipiche dei bulldog francesi.

Quando si dice fisiognomica.

11月8日

Uomini e donne

Da qualche tempo, dopo pranzo, mentre sparecchio la tavola, mi capita di soffermarmi a guardare il programma televisivo Uomini e donne. Inizialmente l'ho scelto perchè l'unica alternativa era Trebisonda; quest'ultimo, pur essendo migliore, mi costringeva a ricordare nostalgicamente l'infanzia passata a guardare La Melevisione, suo predecessore, e, cosa ben più grave, mi faceva spazientire ogni volta che uno di quei bambini di plastica sparava una cavolata palesando un'ignoranza che, volendo parere ingenua, mi suonava solo come scatafascio delle nuove generazioni.
Tornando a UD (come viene chiamato dagli addetti ai lavori), devo dire che ne sono rimasta alquanto affascinata: è davvero un ottimo programma musicale e, in generale, molto educativo.
Alcune nozioni sull'armonia e la Storia della musica: una fuga è una forma di contrappunto (cioè dove si trovano combinate due o più melodie eseguite contemporaneamente) basata sul canone (polifonia basata sull'imitazione di un tema da parte di voci che entrano in successione).
Un grande compositore di fughe fu Johann Sebastian Bach, il quale portò ai massimi livelli una tradizione iniziata secoli prima. Altri grandi compositori di fughe furono Georg Friedrich Handel, Telemann, e i figli di Bach. Anche Ludwig Van Beethoven ha scritto una monumentale fuga in uno dei suoi ultimi quartetti. In generale comunque si parla del '700, agli inizi della stagione classica. Evitando di criticare la deprecabile musica dei giorni d'oggi, vi posso assicurare che di fughe nel 2008 non se ne farebbero più, se non fosse per quel magnifico programma che è Uomini e donne.
Sebbene in passato le fughe fossero eseguite anche da un organico più o meno ampio di strumenti, in UD è stato sviluppato il genere a cappella, con il solo accompagnamento sporadico di un pianoforte.
 
Di solito parte una solista, nonché spettatrice, situata sulla scalinata dove è ammassato il resto del coro. Ella, microfono alla mano, comincia a cantare alzando mano a mano la voce, salendo in acuti sempre più virtuosistici, mentre a breve distanza l'ha seguita uno dei personaggi seduti sui troni. Il contrappunto che si viene a formare con questo canone a due voci è qualcosa di squisito. Spesso, quando le due voci di partenza sembrano avere esaurito la melodia, vi se ne aggiunge un'altra che rende nuova vita alla fuga. Una delle voci può trasformarsi in un ostinato che fa da sottofondo alle altre, e il tutto può durare diversi minuti. Quando i cantanti si fermano per riprendere fiato, il pubblico applaude il più bravo. I testi cantati parlano di forti sentimenti, tragedie, persone mendaci e innocenti martirizzati; possono ad esempio ricordare la scena del Don Giovanni in cui la statua del Commendatore dice a D.G. (che capirete bene non è Dolce&Gabbana!) "Pentiti!" e lui "No!" "Pentiti! "No!".
In studio, ho saputo, è anche presente un ballerino, ma sta sempre seduto, mentre i pochi che ballano ci fanno capire perché hanno scelto la strada del canto. L'ambiente poi è così sofisticato! Ogni persona che entra porta una bellissima rosa rossa!
Ogni tanto vengono mandati dei filmatini girati fuori dallo studio, chiamati "esterne": in questi video viene mandata musica scadente, ma ho ragione di credere che sia un modo per avvicinare i ragazzi che sentono solo musica pop all'ascolto della classica, la quale la fa da padrona in un programma che dura circa un'ora.
 
Insomma, come avrete capito sono rimasta affascinata da un esempio così elevato di cultura musicale in TV (per di più su mediaset). Per questo poco tempo fa ho deciso di recarmi agli studi dove vengono girate le puntate e fare una bella intervista.
Per l'appunto non appena sono arrivata ho incontrato il pianista che usciva a fumarsi una sigaretta.
"Ehi, ehi! Signor P!" (lasciamo perdere i nomi reali delle persone per rispetto della privacy).
P: "Cosa ci fai tu qui? Chi sei? Mi conosci per caso?"
"Sono una curiosa giornalista di internet" (eh, ragazzi, per entrare in certi posti bisogna un po' gonfiare le cose: bisogna essere qualcuno!) "Lei è il pianista di Uomini e Donne, vero?"
P:"Come lo sai? Ti prego non farmi foto, non rivelare a nessuno la mia identità! Sono in dubbio se ucciderti per ciò che sai, o uccidermi... Sì, forse la via del suicidio è la meno dolorosa..."
"Ma che sta dicendo?! Si calmi, per favore. Se proprio vuole manterrò l'anonimato per lei. Sono qui per chiederle: quanto ha studiato per poter arrivare a un simile ruolo? Deve aver fior fior di diplomi in conservatorio..."
P: "Cosa cavolo dici?! Ma ti senti?! Io ero il fratello brutto ma intelligente di quello che ha fatto "Meno male che Silvio c'è" (grazie al cielo nessuno lo canta più!). Suonavo il pianoforte nei localacci dove i parlamentari vanno a fumare l'oppio, poi un giorno cercavano un pianista da due soldi per fargli fare l'accompagnamento musicale ad un programma in TV e io, con un piccolo aiutino, sono riuscito a ottenerlo... Oh, quanto me ne sono pentito! Mi vergogno come un ladro se penso al mio povero insegnante di pianoforte: se sapesse come mi sono ridotto gli verrebbe un colpo!" scoppia a piangere.
"Mi scusi ma non dovrebbe essere contento? Questo è un programma di alta cultura musicale..." e comincio a spiegargli ciò che vi ho esposto nel paragrafo precedente. P., asciugandosi la faccia e tirando su con il naso, si calma pian piano ascoltandomi fino a scoppiare a ridere.
P: "Ahahahah!! Non hai capito proprio niente! Guarda tesoro funziona così: ..." e mi spiega a grandi linee qualcosa di cui sono rimasta sconvolta: non ho la forza di mettermi a raccontarlo a voi adesso. "... perciò la prossima volta che dopo pranzo accendi la TV su Canale 5 fai maggiore attenzione."
"Bene... Allora grazie... La saluto..."
"Di niente. Hai rallegrato una delle mie numerose buie giornate!"
 
Questa visita a Uomini e Donne non ha avuto un gran successo: devo rivedere le mie opinioni sul quel programma. Forse un giorno tornerò agli studi con nuove idee, e vi fornirò il resoconto del secondo tentativo di intervista.
11月5日

Longevità

Ieri pomeriggio l'ho passato nel delirio delle febbri che salivano, infagottata sotto molteplici strati di indumenti e coperte. Compiuto lo sforzo di far uscire un braccio infreddolito dalla mia tana per afferrare il termometro, ho poi scoperto di essere diventata una specie di stufa che macinava virus a 38,7°C.
Stamattina mi sono svegliata e stavo un po' meglio. Sono andata in cucina e c'era mio babbo che guardava un dibattito su La 7. "Ha vinto Obama!" "Bene" dico io.
"C'è uno che ha detto 'Obama e Berlusconi si somigliano' e gli hanno risposto 'Sì: hanno lo stesso colore di pelle'!" mio babbo se la ride.
Se avesse vinto McCain sarebbe stato il presidente d'America più vecchio mai eletto. Si da il caso che McCain sia nato il 29 agosto 1936, mentre una persona a noi ben nota è nata esattamente un mese dopo. Proprio così: questo stato gerontocratico è in mano ad un 72enne e non c'è niente di strano.
D'altronde ho letto da poco che Berlusconi ha scritto un articolo in cui auspica che gli italiani arriveranno a 120 anni, e che, anzi, per un politico vivere a lungo al servizio dei cittadini è un impegno da perseguire (Dio ce ne scampi). Ovviamente non possiamo negare questa sua convinzione; infatti abbiamo più di un esempio di longeva cariatide qui in Italia, tutta gente che deve aver superato i 120 anni: la Carrà, i due di Casa Vianello, Andreotti...
 
Io dico solo che ho passato lo scorso anno scolastico a sperare di ammalarmi e sono sempre stata sana come un pesce, mentre quest'anno che ho voglia di andare a scuola non riesco a farmi un mese di presenza. Con la salute che mi ritrovo al momento, perseguitata dalla legge di Murphy, i 120 anni li vedo molto lontani per la popolazione italiana.
 
Date un'occhiata ai link che vi lascio e poi fatemi sapere che ne pensate...
10月30日

Le persone

Esistono due tipi di persone: quelle che dividono le persone in due tipi e quelle che non lo fanno.
 
Esistono due tipi di persone: quelle che scrivono su un blog e quelle che non lo fanno.
Esistono due tipi di persone: quelle che sono tristi e quelle che non si sentono tristi.
Esistono due tipi di persone: quelle che hanno perversioni nervose come mangiarsi le unghie e quelle che tentano di smettere.
Esistono due tipi di persone: quelle che odiano solo gli altri e quelle che odiano tutti.
Esistono due tipi di persone: il mezzo mondo a cui avete rivelato un segreto che non dovevate spifferare, e l'altra metà che aspetta di saperlo.
Esistono due tipi di persone: quelle che parlano e quelle che le interrompono.
 
Le persone sono come le gocce sul finestrino della macchina: una troppo piccola non procede, solo se raccoglie altre goccioline si spiana la strada fino alla fine.
Le persone buone sono come l'uomo nero: non esistono.
Le persone sono come le illusioni ottiche: sembra che si muovano invece sono ferme.
Le persone sono come il cubo di Rubik: se fai una faccia non è detto che tu abbia il cubo intero.
 
Le persone sono come la terra: residuato di sostanze morte.
Le persone sono come l'aria: sono inquinate.
Le persone sono come l'acqua: semplicemente perché ne sono piene.
Le persone sono come le fiamme: senza aria soffocano.
Le persone sono come le banalità: ce ne sono tante.
Le persone sono come le cazzate che scrivo sul mio blog: nessuno le aveva richieste (ma forse qualcuno sì).
 
Esistono 10 tipi di persone: quelle conoscono il codice binario e quelle che non lo conoscono.
 
Le persone sono come le persone: troppo varie per non assomigliare a tutto.
10月19日

Bambine all'antica

Stamattina mia madre mi ha chiesto cosa ne volessi fare di un cimelio rosa che da qualche settimana giaceva in terrazza -non chiedetemi il perché si trovasse là. Questo oggetto era la casa della Barbie; ho dichiarato impassibile: "Mettilo via"
"In cantina?"
"In cantina va bene"
"Allora portalo nella vasca e puliscilo dalla polvere con la cornetta della doccia." Non l'avesse mai detto.
Ho portato la casetta in bagno e ho cominciato ad aprirla, una stanza per volta. [Il paragrafo che segue è dedicato ai maschi che non hanno mai avuto il piacere di osservare la celeberrima casa di Barbie nonché "Folding pretty house" del 1996] Questo piccolo capolavoro di ingegneria ricorda nella sua architettura gli studi sulla quadratura del cerchio: si presenta come un parallelepipedo di ridotto spessore che si può aprire a ventaglio rivelando ben tre stanze comunicanti tra loro: cucina, salotto e camera da letto/bagno: infatti girando il bellissimo letto si otteneva una vasca da bagno. Tra le altre "furbizie" troviamo la televisione "quasi al plasma" (per quei tempi la Barbie era più futurista delle costose ultime tecnologie dell'epoca) con dietro uno specchio, che si può girare verso il soggiorno o verso la camera. Poi c'è il tavolo da pranzo che viene giù dalla parete stile asse da stiro. L'aspetto più ammirevole rimane comunque il perfetto incastro delle parti, che permette al Niente di diventare un Tutto: questa per le bambine dell'epoca era già una magia, e ritrovarsi a montare la casa creando tre capienti stanze dal nulla era una sensazione che si avvicinava all'onnipotenza.
Vogliamo quindi parlare dell'emozione provata quando, riaprendo la casa dopo tanto tempo, pur con la mensola del caminetto (eh sì, c'era anche quella) nera di polvere, vi ho trovato tutti gli oggettini che avevo aggiunto nel corso degli anni? Assalita dai ricordi, rimembro come trovai quella casetta abbandonata in perfette condizioni vicino ad un cassonetto della spazzatura "da una bambina troppo cresciuta" così pensai. E così dopo che per anni l'avevo invidiata alla mia amica Zoe (io avevo la Casa Radio, a cui ovviamente non avevo mai messo le pile, che, pur essendo più moderna, era più piccola della Folding), anch'io ebbi la mia Pretty House!
Ho preso tra le mani quei bicchierini (2), quelle tazzine (4), quei piattini (8 tra piani, scodelle e sotto tazza), persino le piccole posate (2 paia)! E poi i due piccoli cordless, il telecomando; non so quando avevo comprato gli oggettini per soggiorno e avevo un bellissimo registratore con le cassette rosa! Il gattino, e l'uccellino nella gabbia! E tutto ciò perché non ho guardato nella Radio, dove c'erano pentoline, frullatore, e phon: il tutto così rosa e così neanche lontanamente funzionante! Tutte queste cose susciteranno nostalgia e tenerezza nelle femmine, mentre i maschi ne rimarranno solamente disgustati: ma cosa ci posso fare io?
L'unica cosa realmente funzionante è la lampadina da comodino: la cosa strabiliante è che la lucina funziona anche dopo che la casa è stata lavata parecchie volte!
 
Barbie, amata Barbie. Credo che adesso la Barbie stia un po' morendo. E' sempre stata troppo elegante e sofisticata, e i tempi non le hanno sorriso: la modernità si è diretta verso la rozzezza e lei non ha saputo adeguarsi; i tentativi attuati nel terzo millennio mantenevano un retrogusto di classicità troppo accentuato. Per cui adesso si accontenta di produrre scarpe e zainetti pacchiani per bambinette. Le prime a rubarle il posto sono state le Bratz, poi le bamboline delle Winx, credo. Il problema è che mentre la Barbie è una figura dichiaratamente idealizzata, le bambole che le sono successe sono delle storpie con particolari reali, il che ha fuorviato i deboli cervelli di tutte le bambine della nuova generazione (io non ho avuto questo onore perché ormai ero cresciuta, ma il mio encefalo si è danneggiato in altri modi).
Per finire, la Barbie si è nascosta per troppo tempo dietro al suo ruolo di verginella nubile, accompagnandosi eternamente al fustacchione Ken, e all'occasione tenendo a bada la sorellina/bambina a cui faceva baby-sitting/nipotina/allieva d'asilo Shelly; la verità è che le bambine la incastravano sempre in una travagliata vita da ragazza madre (la cui unica ricchezza risiedeva nella vastità del guardaroba), sposata con un marito (il quale al contrario possedeva due o tre completi) con il quale doveva accontentarsi di dormire in un divano letto (per quanto mi riguarda l'unico esempio di letto matrimoniale per Barbie mai visto): questa ipocrisia non poteva durare e così la Barbie ha dovuto cedere il passo.
L'ultimo ricordo va alle sfortunate imitazioni (Tanya, Sindy, quelle Senza-nome, tante altre di cui ho scordato l'esistenza), che venivano comprate sia perché costavano di meno, sia perché rappresentavano una novità rispetto ai tratti somatici Mattel, altrimenti tutti uguali.
 
   
 
 
10月18日

Saturday night fever

Mi ritrovo il sabato sera davanti a questo schermo, dopo aver guardato chetempochefa. Da alcune settimane sono diventata un'assidua visitatrice di Yahoo! Answers; così, girellando tra le varie domande pubblicate con una frequenza allucinante, mi diverto a studiare le persone e i loro problemi. Come dicevo, è sabato, ed è sera: il sito si popola di domande come "Cosa vi ha impedito di uscire stasera?", "Come mai siete al pc?". A pensarci bene è veramente buffo che si crei una catena di "solidarietà" del genere: mi ha lasciato un po' spiazzata. Non è così normale: è il tipico comportamento che verrebbe definito una peculiarità della generazione internettiana, eppure fa quasi tenerezza.
Passando ad un altro concetto: sfatiamo il mito che se uno sta a casa il sabato sera è uno sfigato totale. Io, ad esempio -tipico discorso da sfigato che si discolpa, penserà chi legge, ma pensi quello che vuole-, ultimamente sono stanchissima (sospetto anzi che uno strano virus che provoca sonnolenza si sia intrufolato tra i miei conoscenti coetanei), e poi le discoteche le aborro proprio. Odio quasi tutta la musica techno e house, delle quali ho studiato le sonorità (che forse un giorno vi spiegherò) in un memorabile sabato pomeriggio alle giostre (ovvero una settimana fa alla fiera di Scandicci). Oggi ero in macchina con mia mamma, e mandavano alla radio una vecchia canzone. "Questa era musica da discoteca" mi spiega lei, rimembrando evidentemente i tempi in cui era una hippie/metallara/rockettara e musica simile la snobbava. Adesso canzoni del genere si chiamano "vecchi classici" o "evergreen". Mi domando: è possibile che quando saremo adulti la musica da discoteca sia ancora peggiore di quella attuale, e i nostri figli ascoltando l'attuale robaccia dicano "Cavolo, questa almeno aveva un ritmo"? [adesso dico "Questa almeno aveva una melodia e un testo]. Oppure, come penso e spero io, abbiamo talmente toccato il fondo e scavato che a breve ci sarà una rivoluzione musicale, che spazzerà via tutta la robaccia degli ultimi tempi con qualcosa di totalmente nuovo?
 
Vi lascio con una bella frase, adatta agli ultimi tempi, che il Ministro della Paura ha declamato stasera: "E noi modestamente applichiamo metodi efficienti per produrre emeriti deficienti!"
10月11日

Occuparsi dell'occupazione?

Stasera sono qui a scrivere per vari motivi: uno di questi è il fatto che il mio, come altri licei di Firenze, è stato occupato con la fervente convinzione che ciò sarebbe servito ad attirare l'attenzione dei media sulla protesta studentesca al decreto Gelmini. Dato che anch'io, nel mio piccolo, gestisco una fonte di informazione, lo comunico, così se qualcuno cercherà informazioni sulle occupazioni dei licei troverà che qualcosa è successo, nel bene o nel male, non lo si può prevedere.
 
Oggi a scuola eravamo quasi tutti a fare l'assemblea non autorizzata (il giardino non è ritenuto sicuro ma è l'unico luogo non claustrofobico dove la nostra scuola si può ritrovare), e credo di poter affermare che la totalità dei presenti fosse contro il decreto Gelmini (professori compresi): è abbastanza ovvio, come si può trovarsi d'accordo con un piano così scellerato?
Alla fine è stato deciso con una maggioranza veramente schiacciante di fare l'occupazione. Io ero contro, come altre persone: abbiamo esposto le nostre ragioni al microfono, ma personalmente mi sono beccata solo fischi... La cosa snervante è stata vedere come, appena la votazione ha avuto termine, 1/4 delle persone se n'è andata, contenta di saltare la scuola.
Gli studenti convinti dell'occupazione, però, mi sembrano piuttosto civili e motivati, almeno per ora. Spero davvero tanto di vedere le mie amare previsioni (la famosa teoria de "l'entropia dell'occupazione", che non ha suscitato molta approvazione) smentite: posso sperare in un progetto che per prima avevo dichiarato utopico? Beh, se la maggioranza decide di sostenerlo, mi devo adeguare.
 
Sebbene pensassi di essere io la disincantata che non crede in un'occupazione che non si trasforma in scialo e degenero puro, mi è stato dato di utopista quando ho proposto di manifestare in altri modi. "Sì, vivi in un bel mondo tu, se pensi che ci cagheranno se facciamo qualcos'altro!" Se penso alle mie fantasie riguardo a bizzarri modi di protestare, non posso che darti ragione, S., nonostante tu mi sputato in faccia questa sentenza con un'insopportabile faccia da schiaffi.
 
I ragazzi vanno a scuola con i grembiulini, come segno di protesta. Tutti, per giorni. E poi un bel giorno fanno trovare ad ogni finestra un grembiulino stracciato appeso a mo' di impiccagione.
Un gruppo di liceali latinisti va il pomeriggio in piazza d'Azeglio, e in altre piazze: fanno lezione di latino, anche ai bambini che erano venuti per giocare ai giardinetti. Una mamma:"Cosa fate?" "Cerchiamo di non far morire il latino, perchè suo figlio non avrà la possibilità di impararlo"
Un gruppetto di ragazzi gira e raccoglie firme contro il decreto. "Lei è d'accordo con i tagli alle università? Con il maestro unico? Con l'abolizione del latino nei licei non classici?" e se trovano qualche rimbambito che dichiara "Il latino è una lingua morta" rispondono "Ergo, lei è a favore. Ipse dixit. Allora chiedo venia per averla disturbata."
Questa sì che è utopia.
10月6日

Giostrarsi tra girevoli giornate

Com'è possibile che non esista un tutto? Perché quando passate la giornata impegnandovi c'è sempre qualcosa di dimenticato? Un compito non assolto? Un desiderio lasciato a metà?
L'animale non sa fare programmi: agisce solo per istinto e compie le sue azioni nell'ordine in cui gli vengono in mente, una dopo l'altra, e non capisce se sta o no perdendo tempo perché non ha obiettivi rilevanti. Il robot non sa cosa fare: qualcuno digita un programma, una serie di comandi, e la macchina li esegue senza perdere tempo, ritrovandosi con un sacco di tempo libero per... stare spento.
L'uomo riesce a prepararsi programmi mentali, ma ha bisogno di seguire il suo pensiero, così mutevole e lassista: il tempo sembra non amarci, e la nostra condanna sta nella capacità di rammaricarci di ciò che abbiamo mancato. L'uomo agogna il tempo libero, ma non vi arriva quasi mai, e quando lo ottiene, l'ha riempito di progetti accantonati e polverosi, che si urtano a vicenda alzandosi con difficoltà da vecchie sedie a dondolo.
E così bisogna sempre fare delle scelte che precludono il resto: un giorno potete studiare ogni materia perfettamente e vi direte: "Bravo!", un giorno potete svolgere i lavori di casa, e fare contenti i genitori, che vi sorrideranno: "Bravo!", un giorno portate a termine le commissioni accumulate: "Bravo!"... ma a questo orgoglio si mescola quell'aspro sapore di delusione, un senso di colpa intramontabile, che ogni sera vi ricorderà cosa avete mancato di fare.
 
E così stasera ho scelto di scrivere, perché mi andava, ed era un po' che non aggiornavo...
Brava Mugna, ma...
9月28日

Uneasy

Negli ultimi giorni la mia vita ha ripreso il suo corso, ed ogni sbiadito ricordo dell'estate si deforma sempre di più nella memoria bagnata di nostalgia.
Ieri sera ad una festa ho avuto modo di notare il cementiceo mutamento che la mia esistenza segue alla lettera, nella sua cristallizzazione; vale a dire che io rimango l'ospite indesiderata di me, mentre gli scenari cambiano e invecchiano alle mie spalle. Non mi posso neppure definire prigioniera: vivo semplicemente nella casa di me stessa rifuggendo qualsiasi chiave. Di questo mio allontanamento immobile ci se ne accorge anche da come scrivo: ho parlato di "una festa", ma per la maggior parte dei partecipanti quella era "la festa"; sono due settimane che i miei compagni la preparano e chissà quanto che la attendono.
E poi va a finire come al solito: perché sebbene all'inizio mi sia divertita, alla fine non ero neppure dispiaciuta di non poter restare a dormire. E giuro che queste considerazioni non le debbo a snobbismo: alle feste, dopo un po' comincio a chiedermi annoiata che fare e poi, domanda ben peggiore, che ci faccio io lì. Guardo la gente che balla: non ballo. Guardo la gente che beve: non bevo. Guardo la gente che fuma: non fumo. Guardo la gente che ride: non rido.
Un po' di salto sul tappeto elastico (quello sì che era bello!) e poi torno a pensare, a mangiare, a chiacchierare, senza avere tanto di meglio da fare (come testimoniato dalla lagnosa rima in "are").
Innominabili pensieri causano estreme conclusioni che dànno adito ad improbabili paure: io non voglio rimanere oppressa dal mio corpo quando già lo sono dalla mia persona.
E poi mi chiedo perché su tante cose da capire mi viene palesata da altri tutta la mia inettitudine, mentre per altre inutili quisquilie sembro essere l'unica che prova interesse.
These things take time
and I know that I'm
the most inept
that ever stepped
9月15日

50 ChupaChups

E' stata avvistata oggi alle 12:40 una ragazza dal piglio allegro che passava davanti al Rodolico. Teneva in bocca uno stecchino bianco e sottile, che sebbene potesse sembrare una sigaretta altro non era che un ChupaChups all'arancia. Aveva una vecchia maglietta degli Wallabies verde e un paio di jeans: ma ciò che più attirava l'attenzione in lei probabilmente era lo sguardo beato e quasi ebete, in assoluta pace col mondo.
Si dà il caso che la ragazza fosse sfornita di zaino scolastico (altro particolare fuori luogo a quell'ora della mattina che per la gran parte dei suoi coetanei era stata la prima passata a scuola) e procedesse spedita verso casa sua. Ma cosa mai aveva in testa che la rendesse così contenta?
Era semplicemente orgogliosa, ma anche molto fortunata, si ripeteva. "Evviva! Addio solfeggio!" Un lavoro di dieci mesi veniva suggellato da... una prova già passata! Quante cavolo di volte aveva pensato a quel momento in arrivo? "Eppure è un momento, TAC: via il dente, via il dolore!"
Forse un momento lo è stato per tutte le persone normali, ma non per lei. Può mai ardire ad avere un'esperienza normale, costei, la verdevestita? No, ovviamente: l'ingollatrice di ChupaChups ha dovuto vedersela con due dettati! E perché? Perché una serie di casi funesti hanno fatto sì che i professori non si curassero di correggerle il tempo del dettato melodico, la sua amica non la sentisse quando le ha bisbigliato speranzosa "E' un 4/4?", e quando il professore annunciava che si trattava bensì di un 6/8 una crepa nello strato spazio-temporale si aprisse per catapultarla direttamente a inizio dettato...
Quante volte, la sottoscritta, la felice vagante per via Baldovinetti, ha riconsiderato le due ipotesi? Lo passo, non lo passo?
Chissà cos'è successo nell'universo parallelo. Chissà con quale vergogna e con quanti rimorsi è passata la gemella diversa davanti a quella scuola che non è neanche sua (o forse nell'universo parallelo lo è). Chissà che onta sarà tornare a scuola il secondo giorno, dopo che il primo è stata assente per niente.
E per una volta mi accorgo che i miei incubi non si sono verificati, che se li è beccati la gemella, e che forse per una volta sono io quella dell'universo fortunato.
Spero proprio di cominciare il nuovo anno scolastico nell'universo felice.
9月12日

Diari...

Stamattina mi sono recata in centro con le amiche e ho realizzato che in pratica non esistono più diari scolastici decenti.
Un tempo, forse, parlando di diari avrei potuto scrivere qualcosa di simpatico come "Dimmi che diario hai e ti dirò chi sei", ma ad oggi comporre una cosa del genere si dimostra un compito più che arduo.
Cominciamo con il dire che le alternative sono minime. Io non so come è successo, probabilmente visto che le altre marche non vendevano niente hanno smesso di produrli, fattosta che la quasi totalità dei diari reperibili in giro sono Comix o Smemo: io non ho niente contro queste marche, ma dato che il loro pregio consiste nelle barzellette e i fumettini che vi si trovano all'interno, mi chiedo quanto sia utile comprarli quando sai che il tuo compagno di banco avrà lo stesso identico prodotto e potrai leggere da lui le tanto agognate barzellette. Pare anche che le aziende si rendano conto della monotonia a cui costringono i loro clienti ad adeguarsi (basti pensare al proprio vissuto, quando ogni anno si notano i banchi della propria classe coperti da una coltre di piccoli Comix), così già da alcuni anni propongono copertine diverse tra loro e variopinte, salvo poi scoprire che l'interno è sempre uguale...
Di altri diari seri praticamente non se ne trovano: ci sono quelli artistici firmati da chissà chi che costano una fortuna, oppure si trovano agende che iniziano a gennaio 2009, che spesso sono anche troppo piccole e schiacciano tre giorni per pagina (poco pratico per segnare la vagonata di compiti che ci viene imposta). Poi ci sono i diari delle marche di abbigliamento e accessori che non hanno nulla di particolare ma ti ci becchi dentro pure un sacco di pubblicità, quelli tremendi con le copertine di stoffa che ci potevate fare un paio di calzini invernali e spendere meno... Una cosa che spaventa è il costo: non per fare la vecchia, ma ai miei tempi un diario da 13 euro era molto costoso, ora è la prassi e se lo trovi a 11 puoi già considerarlo economico.
Sempre che non vogliate ripiegare sui supermercati... Allora lì sì che i prezzi sono decenti (dai 7 euro in su credo), e poi ci sono i diari più belli: le Winx (quando smetterò di odiarle così visceralmente?), Naruto, i Gormiti, e il mitico Dragon Ball (la pubblicità della TV era da crisi epilettica, però il diario argentato è utile come catarifrangente la sera!).
Per finire si trovano gli outsider, che non propongono prezzi competitivi ma hanno caratteristiche particolari: ci sono quelli umanitari/ambientalisti che hanno il pregio di sostenere buone cause, ovvero WWF (variopinto ma da bambini) ed Emergency (costoso fuori, spoglio e triste dentro); quelli di comici di serie B come PerModoDiDire (alcune battute patetiche fanno tenerezza, altre sono accettabili) e Le Formiche (sfortunato plagio delle mitiche Black Power, un diario che amavo alle elementari ma che, non trovandolo più, suppongo sia stato tolto dalla circolazione). Infine gli outsider i cui acquirenti devono tenersi parecchio alla larga da me perché per fortuna non ne ho mai incontrati: i diari mocciosi (inizialmente 3msc, quest'anno abbiamo la simpatica "la mocciosa" che non ha niente di simpatico).
 
Insomma, trovare un diario bello, originale e magari economico si rivela un'impresa impossibile, e così le mie amiche si sono prese dei librini con le pagine bianche a righe con delle copertine bellissime (dicono che scriveranno i giorni a mano... buona fortuna!) mentre io, adocchiato un bel diario nella ridente Sanremo (patria dei pottini nonché dei miei nonni) me lo sono comprato e tenuto stretto, sperando che non ce l'abbiano altri in classe mia.
9月11日

Risposte 4 dummies

Ho deciso di creare un nuovo intervento per rispondere ai simpatici commentatori dell'intervento sull'Inghilterra ( http://mymadw.spaces.live.com/blog/cns!1E894BCD1A16C956!1066.entry#commentcns!1E894BCD1A16C956!1066 ) che continuano imperterriti a infestare il blog, credendo pure di fare la figura dei superiori.
 
Miei cari, devo dire che nonostante le parolone che, mi dite, vi rendono difficile la lettura, sembra anzi che abbiate una spiccata immaginazione e riusciate e scovare significati dove io non li avevo messi. Ci sono però anche alcuni particolari che vi sfuggono, e altre idee su cui siete completamente fuori strada. Vediamo un po'... Sorvolando sullo sconclusionato inno alla crescita di giulia che ha il piccolo pregio di aver comunque esposto le sue idee con un minimo di argomentazioni, sebbene fossero appunto sue impressioni e non condivisibili, passerei a rispondere a Guik. Io finché sono stata in Inghilterra con voi non ho dispensato offese né giudizi, ma ho cercato di fare amicizia; poi ci siamo accorti reciprocamente che non ci piacevamo, mi sembra, e io ho semplicemente evitato di frequentarvi, mentre voi vi divertivate magari a offendermi un po'... Tornata a casa mi sono messa a raccontare la mia esperienza sul mio blog e non c'è nulla di male a scrivere i propri pensieri su uno strumento del genere. Riguardo alla privacy prendi un granchio: posso raccontare le storie che più mi piacciono ma proprio per difendere la privacy non metto i nomi, non perché "non ho le palle". Purtroppo non avete inteso il paragrafo in cui cito, tra le altre, Flo.: le mie parole non era di difesa per una vittima, era una sottile derisione e critica che non avete saputo cogliere; avendo io capito cos'era successo ho scritto appositamente "accanto" e non "stava insieme" o simili.
Riguardo a Tinani: sicuramente non sono io quella ipocrita che sparla alle spalle, soprattutto dopo che mi ritrovo un blog invaso da critiche insensate, tornata con una settimana di ritardo rispetto agli altri. Secondo: nel non sapersi vendere hai letto troppo, era una semplice autocritica che mi facevo, tu non c'entravi affatto. Sempre per aver letto cose non scritte ti sei immaginata che facessi passare te e Arianna per delle peripatetiche. Sicuramente Arianna non l'ho mai considerata così, ma semplicemente la osservavo corrodersi per la nostalgia di persone con cui c'era stato un rapporto piuttosto finto. Se tu poi leggi nel tuo personaggio finezze simili quando io, normalmente restia a pensare volgarità, non le intendevo, beh... fai tutto da sola.
 
Per ultimo voglio far notare a tutti un fatto importante: "sei tu ke nn 6 riuscita a distinguerti..anzi 6 diventata invisibile.." dal commento di tina e "sei una persona che non sa distinguersi" da quello di giulia. Mi dovete spiegare questo nuovo modello giovanile per cui una persona che "si distingue" è una che conta, perché non l'ho proprio capito: voi vi distinguete?? Siete "qualcuno"? Già, dimenticavo: perché ora conta l'uomo qualcuno, come canta Caparezza! Sapete che è proprio buffo? Siete tutti così attenti a "distinguervi" che quando incontrate una persona diversa da voi la odiate! Questa sì che è ironia, eh? Tina, sai qual'era il mio problema con voi? Era proprio il fatto che non ero invisibile, ma ero diversa da voi: se fossi stata invisibile non mi avreste neanche rivolto la parola, e tornati dalla vacanza vi sareste scordati di me. E invece siete venuti a cercarlo e avete riempito il mio blog di insulti.
 
Io non credo proprio di essere invisibile.
9月9日

Numeri e dilemmi

X: "Ehi, guarda questo! 08-08-08... Fiiigo! Una decorazione a pallini con simmetria orizzontale!"
Y: "Ma no, scemo! Aspetta che chiamo Z: lui ha individuato i basamenti dell'aritmetica, può aiutarci a leggere questi, che credo siano numeri..."
Z: "Zitti e fatemi vedere... Oh, beh... Che strano: 08-08-08... zero otto?! Forse nell'epoca moderna il segno = è stato abbreviato in una sola - !"
X: "Spiegaci!"
Z: "Facile, vedete bene che questi sono numeri uguali quindi sono stati messi accanto con il segno uguale."
Y: "Ma come fanno ad essere uguali se uno è alla destra dell'altro?"
Z: "Sta zitta stupida: loro non conoscevano la quarta dimensione e non applicavano pienamente la congruenza nelle equazioni! Apprezza l'intelligenza di questi reperti, che ci danno ancora filo da torcere."
Y: "Comprendo."
X: "E questo?"
Z: "Uhmm... 9-9-1953... Potrebbe essere... Ma sì! Che simpatico gioco! Ecco si risolve semplicemente così: il primo è un 9, il secondo è un altro 9, uguale al primo... poi troviamo 1953: isoliamo il 9, dopodiché operiamo con la famosa somma..."
X: "Summa?"
Y: "Chiudi il becco non sai neanche pronunciare soma!"
Z: "Zitti che sto calcolando! 1 e 5 e 3... Uff non ho abbastanza dita! Posso affermare che al 90%, secondo la loro aritmetica, questa somma risulta 9! Ed anche questo scritto è risolto! Erano due 9 e altri due 9, per un totale di quattro 9! Non sono un genio?"
Y: "Certo che lo sei! Ma che significa?"
Z: "Sei troppo piccola per saperlo." pensa: "Uhm in effetti come giochino aritmetico è un po' fine a se stesso..."
X: "C'è anche questo"
Z: "Spero sia l'ultimo: che fatica! Ecco qua: 25-12-1992... Mumble mumble... E' tosto. Diciamo che c'è una ripetizione di 3... 5 mozzato di 2, 1 e 2 del secondo, 1 e 2 del terzo, e poi i 9 sono 3 e 3 e 3..."
Y: "Che difficile!"
Z: "Illuminazione: 2 e 5 è 7, 1 e 2 è 3, 1 e 9 e 9 e 2 è 21. 7 sommato 3 volte: 7 e 7 e 7 è 21!!"
Y: "Non ci sarei mai arrivata!"
X: "Ammetti pure che non ci capisci niente! Suvvia Z, queste ricerche non porteranno a nulla! E' stata solo una perdita di tempo quella di isolare nella quarta dimensione alcuni oggetti prima che l'intero mondo degli umani venisse risucchiato da quel buco nero! A me sembra un ammasso di falliti una razza che si crea da sola un buco nero senza neanche avere la padronanza delle dimensioni!"
Y: "Smettila X, sei solo un insensibile! Per favore Z, adesso che hai decifrato i numeri puoi decriptare il codice in cima a questo reperto sottile e bianco?" DATE DA RICORDARE
Z: "Sono molto dispiaciuto Y, ma non abbiamo ancora interpretato questa misteriosa comunicazione: pare che ce ne fossero a centinaia e tutte diverse."
Y: "Non è possibile!"
 
Residuato dei pensieri estivi e del film "La guerra dei mondi" rivisto ieri sera: spero tanto che gli alieni conoscano altre forme di politica estera oltre alla guerra.
8月30日

Due simpatiche vecchiette

Ieri mattina stavo aspettando la mia amica ritardataria, quando due vecchiette dall'aria pacifica si avvicinano chiacchierando tra loro. Inizialmente non ci ho visto nulla di strano, ma quando alzando lo sguardo si sono dirette verso di me mi sono chiesta se davvero fossero due semplici anziane che se andavano per la loro strada. Il motivo per cui intralciavano la mia, di strada, mi è stato in seguito molto chiaro.
La prima, una donnina bassa con i capelli penso tinti di un castano rossiccio, un paio di occhialoni e in mano una serie di fascicoli che in principio non avevo notato, mi si rivolge gentilmente: "Buongiorno. Lei pensa mai alla venuta di Dio? Le interesserebbero questi fascicoletti? Ecco -vede?-: noi abbiamo questi articoli... la discesa di Dio in terra... e... Può Esistere un mondo senzA Guèrre? (detto con il tono voce a parabola di chi legge una favoletta a un bambino)  Lei cosa ne pensa, eh?" (quegli 'eh?' che ti comunicano solo insistenza). L'amica, un po' più alta e con i capelli bianchi un po' sbionditi, mi guarda da sopra la spalla dell'altra con aria benevola.
"Mah, non saprei... Io... ehm... non mi faccio certe domande... sono ancora giovane..." mento, cercando di simulare l'adolescente media indifferente a tutti quei problemi che escono dal confine della sua persona con la scusa di avere troppa spensieratezza ancora da vivere. E poi volevo cercare di smarcarmele.
"Ah, e allora se vuole, per farsi un'idea, gliene possiamo lasciare uno, che dice?" parla ancora la portavoce, mentre la seconda si limita ad annuire.
Penso a mio babbo, credente rinnegato, che, nostalgico dei vecchi tempi, avrebbe forse accettato con un sorriso da buon cristiano il foglietto per poi infilarlo tra le altre cianfrusaglie nel bauletto dello scooter e dimenticarlo, salvo poi raccontare a noi figli che ha fatto un placcaggio "alla samoana" a entrambe le vecchie e queste sono andate via con la "gambina cionca".
Penso a mia mamma, cristiana solo per il matrimonio, che le avrebbe liquidate in tre balletti o semplicemente avrebbe tirato dritto con le sue gambe lunghe.
Penso a mio fratello, che da sempre adora fare la pecorella smarrita, che si sarebbe fermato ad ascoltare e a farsi infinocchiare per il puro gusto di essere riempito di attenzioni da chi da lui si sente gratificato.
Penso a me, cristiana perché fa sorridere con la mia data di nascita, e perché i miei parenti paterni hanno insistito per farmi bagnare il capino da bebè. Io sono agnostica, non scherziamo. "Ma che gli dico? Lo prendo? Sì, magari se lo porto in piscina, lo leggiamo insieme, io e i miei compagni di classe criticoni, e ci facciamo quattro risate. Poi magari se lo prendo le vegliarde si toglierranno dalle scatole."
Mi dispiace, sono darwinista! Quelli come voi noi li sezioniamo.
Allungo la mano per prendere il fascicoletto che mi porge la portavoce: "Ma sì, va bene" dico educatamente. Ma la bionda nota la mia espressione poco convinta e, indovinando frammenti dei miei pensieri, interviene per la prima volta: "Ma se deve prenderlo e poi buttarlo via è uno spreco..." spiega in tono di avvertimento. A corto di carta, inchiostro, o fondi?
"Già" rincara la portavoce.
Cerco di mostrarmi un po' più risoluta, ma non risulto convincente, e la prima tizia riattacca con un sermone peggiore di prima: "Sa, il giorno in cui verrà Dio, tutti saranno contenti e felici e sani, sarà tutto senza morti e guerre, che ne pensa?" "Sarebbe bello" rispondo cercando di sottolineare la poca fiducia che nutro nella possibilità che si verifichi un evento simile. Ma le donnine non colgono il sarcasmo, o forse fanno finta di non notarlo. La portavoce continua: "Perché un giorno Dio discenderà. Ha presente il Padre Nostro? 'Padre Nostro che sei nei cieli'...", per un attimo penso terrorizzata che voglia farmelo recitare, "Lui verrà dal cielo, ma agirà sulla terra (chiaramente parla seguendo un copione già scritto, e poi ripete, tanto per convincersi che ciò che sta dicendo non è un po' assurdo): dal Cielo, in Terra."
Capisco e comprendo la teoria per cui Dio se ne starebbe lassù a girarsi i pollici, ma addirittura che si possa prendere il disturbo di venire quaggiù a mettere a posto le cose...
Dopo qualche battuta imbarazzata riesco a scollarmele di dosso, e le due proseguono in cerca di un'altra vittima.
Se Dio dovesse davvero venire a riaggiustare le cose, penso che sarebbe sceso già da un bel pezzo: siamo come bambini piccoli, noi umani, non possiamo stare soli un attimo che combiniamo guai.
Dio ha fatto come me quando da piccola giocavo a fare la parrucchiera con le Barbie: per farle un'acconciatura alla moda, tagliai i capelli di una in modo orribile e quando mi resi conto che non le sarebbero riscresciuti, smisi di giocarci. Mi sembra ovvio che a questo punto Dio si è schifato della sua creazione, l'ha lasciata da parte: lo si vede da come stiamo degenerando. Chissà Dio a cosa si sta dedicando adesso...
 
Ehi, scusate, ma non pensate che la Bibbia sia offensiva con le donne?
Troppo tardi, Mugna: se ne sono già andate.
 
Le cose da dire vengono in mente troppo tardi.