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日志


9月28日

Uneasy

Negli ultimi giorni la mia vita ha ripreso il suo corso, ed ogni sbiadito ricordo dell'estate si deforma sempre di più nella memoria bagnata di nostalgia.
Ieri sera ad una festa ho avuto modo di notare il cementiceo mutamento che la mia esistenza segue alla lettera, nella sua cristallizzazione; vale a dire che io rimango l'ospite indesiderata di me, mentre gli scenari cambiano e invecchiano alle mie spalle. Non mi posso neppure definire prigioniera: vivo semplicemente nella casa di me stessa rifuggendo qualsiasi chiave. Di questo mio allontanamento immobile ci se ne accorge anche da come scrivo: ho parlato di "una festa", ma per la maggior parte dei partecipanti quella era "la festa"; sono due settimane che i miei compagni la preparano e chissà quanto che la attendono.
E poi va a finire come al solito: perché sebbene all'inizio mi sia divertita, alla fine non ero neppure dispiaciuta di non poter restare a dormire. E giuro che queste considerazioni non le debbo a snobbismo: alle feste, dopo un po' comincio a chiedermi annoiata che fare e poi, domanda ben peggiore, che ci faccio io lì. Guardo la gente che balla: non ballo. Guardo la gente che beve: non bevo. Guardo la gente che fuma: non fumo. Guardo la gente che ride: non rido.
Un po' di salto sul tappeto elastico (quello sì che era bello!) e poi torno a pensare, a mangiare, a chiacchierare, senza avere tanto di meglio da fare (come testimoniato dalla lagnosa rima in "are").
Innominabili pensieri causano estreme conclusioni che dànno adito ad improbabili paure: io non voglio rimanere oppressa dal mio corpo quando già lo sono dalla mia persona.
E poi mi chiedo perché su tante cose da capire mi viene palesata da altri tutta la mia inettitudine, mentre per altre inutili quisquilie sembro essere l'unica che prova interesse.
These things take time
and I know that I'm
the most inept
that ever stepped
9月15日

50 ChupaChups

E' stata avvistata oggi alle 12:40 una ragazza dal piglio allegro che passava davanti al Rodolico. Teneva in bocca uno stecchino bianco e sottile, che sebbene potesse sembrare una sigaretta altro non era che un ChupaChups all'arancia. Aveva una vecchia maglietta degli Wallabies verde e un paio di jeans: ma ciò che più attirava l'attenzione in lei probabilmente era lo sguardo beato e quasi ebete, in assoluta pace col mondo.
Si dà il caso che la ragazza fosse sfornita di zaino scolastico (altro particolare fuori luogo a quell'ora della mattina che per la gran parte dei suoi coetanei era stata la prima passata a scuola) e procedesse spedita verso casa sua. Ma cosa mai aveva in testa che la rendesse così contenta?
Era semplicemente orgogliosa, ma anche molto fortunata, si ripeteva. "Evviva! Addio solfeggio!" Un lavoro di dieci mesi veniva suggellato da... una prova già passata! Quante cavolo di volte aveva pensato a quel momento in arrivo? "Eppure è un momento, TAC: via il dente, via il dolore!"
Forse un momento lo è stato per tutte le persone normali, ma non per lei. Può mai ardire ad avere un'esperienza normale, costei, la verdevestita? No, ovviamente: l'ingollatrice di ChupaChups ha dovuto vedersela con due dettati! E perché? Perché una serie di casi funesti hanno fatto sì che i professori non si curassero di correggerle il tempo del dettato melodico, la sua amica non la sentisse quando le ha bisbigliato speranzosa "E' un 4/4?", e quando il professore annunciava che si trattava bensì di un 6/8 una crepa nello strato spazio-temporale si aprisse per catapultarla direttamente a inizio dettato...
Quante volte, la sottoscritta, la felice vagante per via Baldovinetti, ha riconsiderato le due ipotesi? Lo passo, non lo passo?
Chissà cos'è successo nell'universo parallelo. Chissà con quale vergogna e con quanti rimorsi è passata la gemella diversa davanti a quella scuola che non è neanche sua (o forse nell'universo parallelo lo è). Chissà che onta sarà tornare a scuola il secondo giorno, dopo che il primo è stata assente per niente.
E per una volta mi accorgo che i miei incubi non si sono verificati, che se li è beccati la gemella, e che forse per una volta sono io quella dell'universo fortunato.
Spero proprio di cominciare il nuovo anno scolastico nell'universo felice.
9月12日

Diari...

Stamattina mi sono recata in centro con le amiche e ho realizzato che in pratica non esistono più diari scolastici decenti.
Un tempo, forse, parlando di diari avrei potuto scrivere qualcosa di simpatico come "Dimmi che diario hai e ti dirò chi sei", ma ad oggi comporre una cosa del genere si dimostra un compito più che arduo.
Cominciamo con il dire che le alternative sono minime. Io non so come è successo, probabilmente visto che le altre marche non vendevano niente hanno smesso di produrli, fattosta che la quasi totalità dei diari reperibili in giro sono Comix o Smemo: io non ho niente contro queste marche, ma dato che il loro pregio consiste nelle barzellette e i fumettini che vi si trovano all'interno, mi chiedo quanto sia utile comprarli quando sai che il tuo compagno di banco avrà lo stesso identico prodotto e potrai leggere da lui le tanto agognate barzellette. Pare anche che le aziende si rendano conto della monotonia a cui costringono i loro clienti ad adeguarsi (basti pensare al proprio vissuto, quando ogni anno si notano i banchi della propria classe coperti da una coltre di piccoli Comix), così già da alcuni anni propongono copertine diverse tra loro e variopinte, salvo poi scoprire che l'interno è sempre uguale...
Di altri diari seri praticamente non se ne trovano: ci sono quelli artistici firmati da chissà chi che costano una fortuna, oppure si trovano agende che iniziano a gennaio 2009, che spesso sono anche troppo piccole e schiacciano tre giorni per pagina (poco pratico per segnare la vagonata di compiti che ci viene imposta). Poi ci sono i diari delle marche di abbigliamento e accessori che non hanno nulla di particolare ma ti ci becchi dentro pure un sacco di pubblicità, quelli tremendi con le copertine di stoffa che ci potevate fare un paio di calzini invernali e spendere meno... Una cosa che spaventa è il costo: non per fare la vecchia, ma ai miei tempi un diario da 13 euro era molto costoso, ora è la prassi e se lo trovi a 11 puoi già considerarlo economico.
Sempre che non vogliate ripiegare sui supermercati... Allora lì sì che i prezzi sono decenti (dai 7 euro in su credo), e poi ci sono i diari più belli: le Winx (quando smetterò di odiarle così visceralmente?), Naruto, i Gormiti, e il mitico Dragon Ball (la pubblicità della TV era da crisi epilettica, però il diario argentato è utile come catarifrangente la sera!).
Per finire si trovano gli outsider, che non propongono prezzi competitivi ma hanno caratteristiche particolari: ci sono quelli umanitari/ambientalisti che hanno il pregio di sostenere buone cause, ovvero WWF (variopinto ma da bambini) ed Emergency (costoso fuori, spoglio e triste dentro); quelli di comici di serie B come PerModoDiDire (alcune battute patetiche fanno tenerezza, altre sono accettabili) e Le Formiche (sfortunato plagio delle mitiche Black Power, un diario che amavo alle elementari ma che, non trovandolo più, suppongo sia stato tolto dalla circolazione). Infine gli outsider i cui acquirenti devono tenersi parecchio alla larga da me perché per fortuna non ne ho mai incontrati: i diari mocciosi (inizialmente 3msc, quest'anno abbiamo la simpatica "la mocciosa" che non ha niente di simpatico).
 
Insomma, trovare un diario bello, originale e magari economico si rivela un'impresa impossibile, e così le mie amiche si sono prese dei librini con le pagine bianche a righe con delle copertine bellissime (dicono che scriveranno i giorni a mano... buona fortuna!) mentre io, adocchiato un bel diario nella ridente Sanremo (patria dei pottini nonché dei miei nonni) me lo sono comprato e tenuto stretto, sperando che non ce l'abbiano altri in classe mia.
9月11日

Risposte 4 dummies

Ho deciso di creare un nuovo intervento per rispondere ai simpatici commentatori dell'intervento sull'Inghilterra ( http://mymadw.spaces.live.com/blog/cns!1E894BCD1A16C956!1066.entry#commentcns!1E894BCD1A16C956!1066 ) che continuano imperterriti a infestare il blog, credendo pure di fare la figura dei superiori.
 
Miei cari, devo dire che nonostante le parolone che, mi dite, vi rendono difficile la lettura, sembra anzi che abbiate una spiccata immaginazione e riusciate e scovare significati dove io non li avevo messi. Ci sono però anche alcuni particolari che vi sfuggono, e altre idee su cui siete completamente fuori strada. Vediamo un po'... Sorvolando sullo sconclusionato inno alla crescita di giulia che ha il piccolo pregio di aver comunque esposto le sue idee con un minimo di argomentazioni, sebbene fossero appunto sue impressioni e non condivisibili, passerei a rispondere a Guik. Io finché sono stata in Inghilterra con voi non ho dispensato offese né giudizi, ma ho cercato di fare amicizia; poi ci siamo accorti reciprocamente che non ci piacevamo, mi sembra, e io ho semplicemente evitato di frequentarvi, mentre voi vi divertivate magari a offendermi un po'... Tornata a casa mi sono messa a raccontare la mia esperienza sul mio blog e non c'è nulla di male a scrivere i propri pensieri su uno strumento del genere. Riguardo alla privacy prendi un granchio: posso raccontare le storie che più mi piacciono ma proprio per difendere la privacy non metto i nomi, non perché "non ho le palle". Purtroppo non avete inteso il paragrafo in cui cito, tra le altre, Flo.: le mie parole non era di difesa per una vittima, era una sottile derisione e critica che non avete saputo cogliere; avendo io capito cos'era successo ho scritto appositamente "accanto" e non "stava insieme" o simili.
Riguardo a Tinani: sicuramente non sono io quella ipocrita che sparla alle spalle, soprattutto dopo che mi ritrovo un blog invaso da critiche insensate, tornata con una settimana di ritardo rispetto agli altri. Secondo: nel non sapersi vendere hai letto troppo, era una semplice autocritica che mi facevo, tu non c'entravi affatto. Sempre per aver letto cose non scritte ti sei immaginata che facessi passare te e Arianna per delle peripatetiche. Sicuramente Arianna non l'ho mai considerata così, ma semplicemente la osservavo corrodersi per la nostalgia di persone con cui c'era stato un rapporto piuttosto finto. Se tu poi leggi nel tuo personaggio finezze simili quando io, normalmente restia a pensare volgarità, non le intendevo, beh... fai tutto da sola.
 
Per ultimo voglio far notare a tutti un fatto importante: "sei tu ke nn 6 riuscita a distinguerti..anzi 6 diventata invisibile.." dal commento di tina e "sei una persona che non sa distinguersi" da quello di giulia. Mi dovete spiegare questo nuovo modello giovanile per cui una persona che "si distingue" è una che conta, perché non l'ho proprio capito: voi vi distinguete?? Siete "qualcuno"? Già, dimenticavo: perché ora conta l'uomo qualcuno, come canta Caparezza! Sapete che è proprio buffo? Siete tutti così attenti a "distinguervi" che quando incontrate una persona diversa da voi la odiate! Questa sì che è ironia, eh? Tina, sai qual'era il mio problema con voi? Era proprio il fatto che non ero invisibile, ma ero diversa da voi: se fossi stata invisibile non mi avreste neanche rivolto la parola, e tornati dalla vacanza vi sareste scordati di me. E invece siete venuti a cercarlo e avete riempito il mio blog di insulti.
 
Io non credo proprio di essere invisibile.
9月9日

Numeri e dilemmi

X: "Ehi, guarda questo! 08-08-08... Fiiigo! Una decorazione a pallini con simmetria orizzontale!"
Y: "Ma no, scemo! Aspetta che chiamo Z: lui ha individuato i basamenti dell'aritmetica, può aiutarci a leggere questi, che credo siano numeri..."
Z: "Zitti e fatemi vedere... Oh, beh... Che strano: 08-08-08... zero otto?! Forse nell'epoca moderna il segno = è stato abbreviato in una sola - !"
X: "Spiegaci!"
Z: "Facile, vedete bene che questi sono numeri uguali quindi sono stati messi accanto con il segno uguale."
Y: "Ma come fanno ad essere uguali se uno è alla destra dell'altro?"
Z: "Sta zitta stupida: loro non conoscevano la quarta dimensione e non applicavano pienamente la congruenza nelle equazioni! Apprezza l'intelligenza di questi reperti, che ci danno ancora filo da torcere."
Y: "Comprendo."
X: "E questo?"
Z: "Uhmm... 9-9-1953... Potrebbe essere... Ma sì! Che simpatico gioco! Ecco si risolve semplicemente così: il primo è un 9, il secondo è un altro 9, uguale al primo... poi troviamo 1953: isoliamo il 9, dopodiché operiamo con la famosa somma..."
X: "Summa?"
Y: "Chiudi il becco non sai neanche pronunciare soma!"
Z: "Zitti che sto calcolando! 1 e 5 e 3... Uff non ho abbastanza dita! Posso affermare che al 90%, secondo la loro aritmetica, questa somma risulta 9! Ed anche questo scritto è risolto! Erano due 9 e altri due 9, per un totale di quattro 9! Non sono un genio?"
Y: "Certo che lo sei! Ma che significa?"
Z: "Sei troppo piccola per saperlo." pensa: "Uhm in effetti come giochino aritmetico è un po' fine a se stesso..."
X: "C'è anche questo"
Z: "Spero sia l'ultimo: che fatica! Ecco qua: 25-12-1992... Mumble mumble... E' tosto. Diciamo che c'è una ripetizione di 3... 5 mozzato di 2, 1 e 2 del secondo, 1 e 2 del terzo, e poi i 9 sono 3 e 3 e 3..."
Y: "Che difficile!"
Z: "Illuminazione: 2 e 5 è 7, 1 e 2 è 3, 1 e 9 e 9 e 2 è 21. 7 sommato 3 volte: 7 e 7 e 7 è 21!!"
Y: "Non ci sarei mai arrivata!"
X: "Ammetti pure che non ci capisci niente! Suvvia Z, queste ricerche non porteranno a nulla! E' stata solo una perdita di tempo quella di isolare nella quarta dimensione alcuni oggetti prima che l'intero mondo degli umani venisse risucchiato da quel buco nero! A me sembra un ammasso di falliti una razza che si crea da sola un buco nero senza neanche avere la padronanza delle dimensioni!"
Y: "Smettila X, sei solo un insensibile! Per favore Z, adesso che hai decifrato i numeri puoi decriptare il codice in cima a questo reperto sottile e bianco?" DATE DA RICORDARE
Z: "Sono molto dispiaciuto Y, ma non abbiamo ancora interpretato questa misteriosa comunicazione: pare che ce ne fossero a centinaia e tutte diverse."
Y: "Non è possibile!"
 
Residuato dei pensieri estivi e del film "La guerra dei mondi" rivisto ieri sera: spero tanto che gli alieni conoscano altre forme di politica estera oltre alla guerra.