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September 28 Misteriosa avventura ad AveburyOggi a scuola, durante l'ora di storia dell'arte, abbiamo parlato dell'architettura monolitica (sì, lo so che dormivate, come del resto io, però magari almeno l'argomento della lezione lo ricordate...). Abbiamo accennato a quel capolavoro di arte preistorica che è Stonehenge, costruito in tre fasi, dal 3100 a.C. al 1500 a.C. circa, nella pianura di Salisbury.
A questo proposito avrei da raccontarvi un interessante aneddoto con la sottoscritta protagonista, in caso foste interessati a storie strane...
Del racconto che segue non ho inventato nulla e, sebbene solitamente tenda a scherzare molto quando scrivo su questo blog, vi assicuro che non sono mai stata così seria come adesso.
Dovete sapere che quest'estate sono stata ad un campo di studio in Inghilterra. Lì ci portavano tre volte a settimana a fare gite, e il resto dei giorni, ovviamente, lo passavamo studiando inglese.
In occasione di una delle ultime gite fummo accompagnati a vedere Avebury, un complesso megalitico a nord di Stonehenge, meno famoso di quest'ultimo perchè non così spettacolare a vedersi, ma di notevole importanza essendo anche più antico (costruito nel 2500-2000 a.C circa, e quindi duemila anni prima di Stonehenge).
Arrivati a destinazione, cominciammo a percorrere a piedi una specie di lunga collina. All'inizio camminavo tranquillamente conversando con le mie amiche Serena e Barbara. Dopo un po' cominciai ad avvertire una sensazione abbastanza strana. A oggi purtroppo non la ricordo più molto bene perchè l'ho provata una sola volta in vita mia (in quell'occasione appunto), tenterò comunque di descriverla il meglio possibile. Inizialemente avvertivo una specie di vuoto allo stomaco, dopodichè cominciai a stancarmi sempre di più: avevo addosso una specie di stanchezza sorda, un peso immane sulla schiena, come se avessi camminato per secoli; dopo alcuni minuti il senso di spossatezza era insopportabile: come possono testimoniare le mie amiche (visto che mi lamentavo dei miei malori con loro), ho avvertito più volte la vertigine da svenimento imminente, tanto che ad un tratto ho proclamato: "Se faccio un altro passo crollo. Ragazze, non riesco a capacitarmi di come i miei piedi continuino a camminare quando io non ne ho la forza!"
Nonostante questa stanchezza, non ricordo di aver ansimato o cose del genere: il mio respiro era abbastanza regolare.
Per quanto riguarda le cause plausibili di questo malore, a cui ovviamente ho pensato, posso dirvi che quella mattina avevo mangiato una colazione sostanziosa e che quindi non avevo fame (in poche parole non stavo morendo di stenti), nonostante mi sembrasse inizialmente un mal d'altitudine, non mi trovavo assolutamente in montagna, e soprattutto non avevo fatto salite repentine (le collinette che percorrevamo erano alte a malapena quattro metri e normalmente quel percorso non sarebbe stato niente di più che una semplice scampagnata). Insomma, la mia esperienza mi risultava inspiegabile, anche perchè alle altre ragazze non era successo nulla e hanno camminato normalmente. Da notare che una volta andata via da Avebury è scomparso ogni sintomo in modo repentino.
La visita durò tutta la mattinata, dopodichè partimmo con i coach e ci "portarono a vedere" Stonehenge: visita che consistette nel percorrere con il pullman una strada che passava davanti al complesso di pietroni, e fare le foto al volo mentre la massa di turisti che se lo godeva da vicino ci rideva dietro. A Stonehenge, quindi, non mi avvicinai molto: forse questo fu un bene, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi, dopo aver letto cosa mi è successo ad Avebury.
Io dispongo di due interpretazioni (entrambe si riferiscono al soprannaturale):
-interpretazione di mia madre (detto con aria da strega sapiente): "Sai, certe persone sono più sensibili a determinate forze, campi magnetici... Quella disposizione probabilmente ha un significato, è un modo di convogliare energie... Quindi alcune persone lo sentono."
-interpretazione della mia amica Ele (detto dopo un'ora di storia dell'arte e una lunga odissea per tornare a casa in autobus): "In quei posti la gente ha trasportato quei massi pesantissimi per poi piantarli, quindi tu senti la stanchezza che avevano provato a suo tempo. Forse ci sono le anime che vagano senza pace tra i massi..." (C'è da dire che sono state fatte delle ricerche ad Avebury che hanno provato che quello non era un cimitero, non essendoci scheletri o corredi funebri). September 27 Caccia's perleUltimamente mi sono divertita ad appuntare le perle di saggezza (o insegnamenti di vita, come volete chiamarli) della nostra professoressa di latino e, da quest'anno, ahimè, anche di storia, Caccial..., per gli amici (e gli studenti) "Caccia". A questa donna ho già dedicato un intervento (non ricordo quando) a proposito della sua filosofia sull'amore.
Questa volta vorrei proporvi una riflessione su una delle sue perle da me annotata:
"Se la vita ha un senso, è perchè si può dare qualcosa a qualcuno." (Pronunciata con lo sguardo sull'orizzonte, cioè su una vecchia finestra malmessa che da su un muro scrostato, gli occhi quasi lucidi, con l'aria di chi ci sta dando la chiave per trovare un senso alla nostra esistenza)
Ovviamente questa frase mi ha fatto ragionare: cosa ho dato io nella mia vita? E soprattutto, dopo che ho dato, la mia vita ha un senso?
Io ho dato la mia amicizia a tante persone, e questa mi sembra una gran cosa da donare, poi ho donato... cos'altro ho donato? Beh, per ora lasciamo l'amicizia. Mi chiedo: avendo dato, la mia vita ha un senso? Ehm, credo di no.
Forse ho sbagliato la cosa da donare...
(***Meditatione***)
Eureka! Io ho donato un sacco di versioni di latino! E la Caccia è la profe di latino! Quindi il suo era un messaggio subliminale per indurmi a continuare la mia benevola carità con i miei cari compagni... Forse un giorno, avendo donato abbastanza versioni, la mia vita avrà un senso!
(Scritto per scherzare, non voglio offendere nessuno, so quanto ci tenete alla vostra maestra di vita) Critiche alle usanze estive maschiliQueste giornate piovose mi fanno venire in mente l'estate che ci siamo lasciati alle spalle... O com'è dolce ricordar quel sole che ti ustiona le membra, il ripugnante sapore dell'acqua del Lago delle nazioni (lago nei pressi di Ferrara ove è ubicato il campo di concentramen... ehm, il corso di vela della Lega Navale Italiana), i corpi brillanti di goccioline dei giovini che mettono in mostra il loro fisico possente (chi più chi meno...).
E mentre rimembro quelle immagini mi soffermo sui corpi di quei fanciulli in tenuta marittima; noto un particolare sotto l'ombelico e sopra le gambe. E' un pensiero fisso nella mia testa, ci penso su a lungo, poi mi convinco di ricordare male, ma infine capisco che non è un frutto della mia immaginazione: sto pensando ai calzoni da spiaggia indossati dai ragazzi, cosa credevate? Più precisamente, mi interrogo su quella fascia elastica che sovrasta di poco il bordo dei sopracitati calzoni. Se la memoria non m'inganna, ricordo di aver visto qui baldi giovini indossare con indifferenza la biancheria intima sotto al costume da bagno; rammento inoltre, che non solo vi erano indifferenti, ma ne sfoggiavano con eleganza il bordo superiore (costituito da un elastico decorato con scritte e nomi celebri), facendogli fare capolino da sotto il costume.
Ora, io proprio non riesco (a suo tempo come ora) a comprendere l'utilità dell'usanza. Perchè forse scordai di narrarvi che i fanciulli non solo indossavano le subligar sotto ai calzoni, ma poi vi facevano anche il bagno e lasciavano il tutto ad asciugare addosso come se nulla fosse successo.
Non gli è forse chiaro, ai baldi giovini, quanto stupida sia questa pratica? Sorvolando sulla pulizia di cui si possono vantare le mutande maschili (ognuno la può ben immaginare senza che io ne fornisca esplicite spiegazioni), come pensano questi uomini valorosi di poterci fare il bagno? Ritenevo che fosse più che ovvio che se le mutande fossero state inventate per farci il bagno, allora non si venderebbero anche i costumi da bagno, che non sono "doppio-uso". E invece questo concetto non è chiaro, e toccherà a me spiegarlo a quei poveri virgulti (sennò non si oserà nessuno): "Cari fanciulli, ricordate quando da bei bamibinetti che eravate vostra madre vi faceva mettere il costumino? Ecco, perchè non ripescare le vecchie abitudini insegnateci dai nostri avi e usare il costume da solo, con l'unico intento di farci il bagno e poi mettersi delle belle mutandine pulite, profumate, ricamate e asciutte?"
Cari ragazzi, ragionate quando fate le cose, cavolo! Non vi rendete conto che se indossate le mutande sotto al costume solo e unicamente perchè avete il perverso desiderio di mostrare ai presenti che le vostre terga vestono Calvin Klein, forse sarebbe meglio pensare all'igiene e non abbandonarsi a simili pratiche da cavernicoli?
Ve lo spiegherò un'ultima volta, molto professionalmente: voi fate il bagno conciati a quel modo ridicolo, poi uscite, a quel punto avete addosso due strati di tessuto fradicio, uno adatto ad asciugarsi velocemente, l'altro no; siccome quello interno è il più lungo da asciugare, e per di più non gli arriva molta aria trovandosi sotto l'altro, anche se il costume si asciuga viene continuamente inumidito dalle mutande. Il risultato è una roba perennemente umidiccia e credo molto scomoda.
Orbene, vi è qualcuno abbastanza temerario da spiegarmi i pregi questa usanza? Io ne vedo solo i difetti, e per la prossima estate vorrei trovarmi preparata a tale shock.
Un saluto a tutti, Mugna September 16 Ho eliminato una categoriaCari lettori,
vi informo che ho eliminato la categoria "Racconto a puntate" e tutti i suoi interventi. Questo perchè la storia di Teresa e Lorenzo non c'entra molto con il resto del mio blog; inoltre la aggiornavo ogni morte di papa e l'interesse di voi lettori mi sembrava (anzi era) giustamente calato. Durante quest'estate, nonostante mi fossi ripromessa di finirla di scrivere, sono solo andata un po' avanti; quando la finirò credo che la pubblicherò su un blog a parte (di cui ovviamente fornirò l'indirizzo a chi lo desidera).
Per quanto rigurada i normali interventi, per ora dovrete accontentarvi di quello che ho scritto negli ultimi giorni. Non perchè mi manchi l'ispirazione, ma mi trovo in un periodo di riflessione e devo decidere alcune cose. Spero comunque di tornare ad aggiornare al più presto.
Vostra
Mugna
A.P.A.W.W.F.I.A.H.L. September 11 Così il sommo poeta parlòCari lettori,
avendo la mia amica Eleonora insistito tanto, pubblico questo testo, che originariamente venne lasciato come commento ad un intervento. E' una prosa sofisticata adatta a qualsiasi post sgrammaticato che si possa trovare su internet (e ce ne sono molti, purtroppo), in particolare a quelli scritti da toscani. Vorrebbe essere un invito giocoso a porre attenzione alla decadenza a cui va incontro l'Italiano e magari impegnarsi per scrivere un po' meglio... Antepongo un intervento pescato nella rete al quale venne lasciato questo commento (ovviamente verrà preservato l'anonimato dello scrittore).
Ragazzi rieccomi qua è da tanto che nn scrivevo sul mio blog.
Bè oggi volevo parlare della ragazza più importante della mia vita,sto parlando della s****.
Come descriverla lei è una ragazza bellissima,simpatica,solare,sempre con il sorriso stampato tra le labbra nn ha davvero nessun difetto.
Bè s**** ormai è da quasi un anno che ci conosciamo anche se a me sembra davvero una vita.
Il mio ricordo più bello passato con te "e spero che anche per te sia la stessa cosa" è stato al compleanno del R**** quando ai giardini ci siamo stretti la mano è stata una cosa pazzesca certo nn sembra gran che però per me è stato veramente importante.Cmq S**** cerca di nn pensare a tu sai chi perchè ti fa stare solo male e se stai male te sto male anch'io.
Bè S**** come vedi ti sto pensando anche adesso cmq ora vado a letto ci si vede domani al bartolozzi tvttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttb. Il mio commento:
Mai i miei occhi videro tale condensato di banali sdolcinatezze. Con quale maestria vidi duellare questo giovine con la lingua italiana e le sue insidie! Sì tante debbono essere state le giornate che lui passò a baloccarsi davanti a strane scatole nere trasmettitrici di immagini anzichè oziare (nel significato latino). E nel mentre che io vidi la spada trafiggere il petto villoso dell'Italiano, e questo cadere a terra sfinito, mi domandai se mai un fiorentino (padre e figlio a un tempo di quella lingua) avrebbe osato tanto in tempi antichi. Ma ormai i giorni scorrono, i soli tramontano, e sempre nuova merda viene spalata sulla nostra bella lingua. September 06 Come viene distrutta da me medesima una storiellina pubblicata su un blog di un mio contattoOggi sono andata a visitare il blog di una persona di cui ho il contatto ma che non conosco. Probabilmente i miei lettori ricordano questa ragazza con il nome fittizio di "Rosa", ho infatti già parlato di lei in un intervento (http://mymadw.spaces.live.com/blog/cns!1E894BCD1A16C956!508.entry). Ebbene, ho copiato ciò che aveva pubblicato qui sotto e poi ho incollato il commento che le ho lasciato. Buona lettura (se ci riuscite)!IL RaGaZzO pIù DoLcE-Ragazza:
Ti amo. - Ragazzo: Si lo so tutti lo fanno! -Ragazza: Davvero? - Ragazzo: Si… tutte le mie amiche me lo dicono. - Ragazza: Oh...ma io sono solo una tua amica? - Ragazzo: No...tu sei la mia ragazza… perchè? - Ragazza: Allora quando lo dico… intendo veramente. - Ragazzo: Si lo so che dici veramente...è solo che non mi devi dire che mi ami ancora perche’ so che mi ami dal giorno che stiamo insieme e ti amo ogni giorno di piu’. - Ragazza: ...... - Ragazzo: Allora vuoi andare da qualche parte stanotte per il tuo settimo anniversario? - Ragazza: Si.. dove? - Ragazzo: Non so…magari un film e poi cena? -Ragazza: Ok. - Ragazzo: Ti passo a prendere appena stacco e sono pronto ok? - Ragazza: Ok. A che ora stacchi? - Ragazzo: Tra 2 hours poi vado a casa e mi preparo che ci vorrano circa 15-20 minuti... -Ragazza: hey...pensavo non dovessi lavorare oggi... - Ragazzo: Uno dei miei colleghi ha chiamato in malattia. - Ragazza: Oh okay! Ci vediamo intorno alle 7.30 allora? - Ragazzo: Si! E piccola? - Ragazza: Si? - Ragazzo: Ti amo. - Ragazza: Ti amo anchio! - Ragazzo: Ok il mio capo mi sta guardando quindi.... devo andare. - Ragazza: Ok ciao. - Ragazzo: Ciao. **************************** 2 ore dopo... Il ragazzo guida fino a casa della sua ragazza cammina fino alla porta e suona il campanello. - Ragazza: Hey! (bacia il suo ragazzo) - Ragazzo: Com’e’...pronta? - Ragazza: Um...aspetta...fammi prendere la borsa e possiamo andare ok? - Ragazzo: Ok. Entrambi han visto un film e cenato...dopo aver cenato si avviano alla macchina ma prima che lei salga in macchina... - Ragazzo: Aspetta! Posso bendarti? - Ragazza: Perchè??! - Ragazzo: E’ una sorpresa. - Ragazza: Che genere di sorpresa? - Ragazzo: Una grande. - Ragazza: Ok ma solo se mi prometti di tenermi la mano mentre andiamo. - Ragazzo: Prometto. - Ragazza: Ok bendami... Cosi’ vanno in macchina per un pò...........e poi si fermano. - Ragazzo: Ok eccoci! -Ragazza: Dove? - Ragazzo: Aspetta ti porto nel posto! - Ragazza: Che posto? - Ragazzo: Da qualche parte! (e la bacia sulle labbra) - Ragazza: Piccolo!... Il ragazzo la accompagna nel posto. - Ragazzo: Ok… fammi togliere la benda. - Ragazza: Dove siamo? Le toglie la benda, lei apre gli occhi e vede il panorama della citta’ dallo stesso posto... era dove lui le aveva chiesto di diventare la sua ragazza.... - Ragazza: O mio dio...(scendono le lacrime) - Ragazzo: Perchè piangi? - Ragazza: E’ dove me l’hai chiesto... - Ragazzo: Che farai il resto della tua vita? (lo chiede in ginocchio e dopo... dietro di lui...in aria c’e’ scritto "Mi sposerai?" coi fuochi d’artificio) - Ragazza: (scendono più lacrime) - Ragazzo: Non ero a lavoro quando mi hai chiamato...Stavo programmando tutto! - Ragazza: Alzati! - Ragazzo: Si? - Ragazza: (lo bacia) - Ragazzo: E’ un si o un no? - Ragazza: Si. Se non riposti questo avrai la vita piu’ sola di tutte! MA! Se lo riposti, avrai una relazione che durerà quanto vuoi tu! Hai 3 minuti per ripostarlo. Se sei una ragazza ripostalo come "IL RAGAZZO PIU’ DOLCE!!" Se sei un ragazzo ripostalo come "COSA MERITA UNA RAGAZZA" Il mio commento:
Perdona la mia malizia ma leggendo questa patetica storiella mi sono venute in mente alcune possibilità/cavilli/indizi che non sono neanche stati presi in considerazione. Innanzi tutto, quando inizia la favola la pulzella dichiara il suo amore per il maschio ed il giovine le dà una risposta che a mio parere non ha niente di dolce -si (notare la mancanza dell'accento richiesto) lo so tutti lo fanno (...) si tutte le mie amiche me lo dicono-; questa stessa risposta potrebbe preludere a un risvolto scottante della vicenda (ad esempio, lui sta tradendo lei), ma andiamo avanti. Anche la ragazza potrebbe tradire il ragazzo, non pensi che la storia si sarebbe fatta più interessante se, quando il fidanzato la va a prendere a casa, lei si fosse fatta cogliere in flagrante con un altro?
Ritengo anche che sia diseducativo cospargere internet di questo genere di storielle in cui una ragazza si fa accompagnare in macchina da un ragazzo senza sapere dove la stia portando e per di più bendata: come tutti sanno, un comportamento del genere potrebbe avere esiti molto spiacevoli (senza entrare nei particolari scabrosi).
Passiamo al climax della vicenda: e tu me lo chiami "il più dolce" 'sto fanciullo? Ma ti sembra che abbia fatto una cosa così straordinaria? Ti sei mai guardata intorno? Non ti pare che ci siano un bel po' di persone sposate al mondo? E secondo te come hanno fatto a decidere di sposarsi? Uno dei due si sarà dichiarato! O forse credi che si sposino perchè un giorno si trovano entrambi davanti alla chiesa/comune/o chi per loro e gli gira di celebrare un matrimonio?
Vorrei anche far notare che l'idea della scritta in aria non è nuova, anzi: è banale, abusata e vecchia. E se ci fosse stata una folata di vento? Non immagino neanche che razza di scritta sbavata!
Per i motivi sopra esposti non mi sembra che il ragazzo sia particolarmente dolce, non più di tante altri uomini che decidono di chiedere in moglie una donna...
Cordiali saluti, Mugna |
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