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日志


11月8日

Uomini e donne

Da qualche tempo, dopo pranzo, mentre sparecchio la tavola, mi capita di soffermarmi a guardare il programma televisivo Uomini e donne. Inizialmente l'ho scelto perchè l'unica alternativa era Trebisonda; quest'ultimo, pur essendo migliore, mi costringeva a ricordare nostalgicamente l'infanzia passata a guardare La Melevisione, suo predecessore, e, cosa ben più grave, mi faceva spazientire ogni volta che uno di quei bambini di plastica sparava una cavolata palesando un'ignoranza che, volendo parere ingenua, mi suonava solo come scatafascio delle nuove generazioni.
Tornando a UD (come viene chiamato dagli addetti ai lavori), devo dire che ne sono rimasta alquanto affascinata: è davvero un ottimo programma musicale e, in generale, molto educativo.
Alcune nozioni sull'armonia e la Storia della musica: una fuga è una forma di contrappunto (cioè dove si trovano combinate due o più melodie eseguite contemporaneamente) basata sul canone (polifonia basata sull'imitazione di un tema da parte di voci che entrano in successione).
Un grande compositore di fughe fu Johann Sebastian Bach, il quale portò ai massimi livelli una tradizione iniziata secoli prima. Altri grandi compositori di fughe furono Georg Friedrich Handel, Telemann, e i figli di Bach. Anche Ludwig Van Beethoven ha scritto una monumentale fuga in uno dei suoi ultimi quartetti. In generale comunque si parla del '700, agli inizi della stagione classica. Evitando di criticare la deprecabile musica dei giorni d'oggi, vi posso assicurare che di fughe nel 2008 non se ne farebbero più, se non fosse per quel magnifico programma che è Uomini e donne.
Sebbene in passato le fughe fossero eseguite anche da un organico più o meno ampio di strumenti, in UD è stato sviluppato il genere a cappella, con il solo accompagnamento sporadico di un pianoforte.
 
Di solito parte una solista, nonché spettatrice, situata sulla scalinata dove è ammassato il resto del coro. Ella, microfono alla mano, comincia a cantare alzando mano a mano la voce, salendo in acuti sempre più virtuosistici, mentre a breve distanza l'ha seguita uno dei personaggi seduti sui troni. Il contrappunto che si viene a formare con questo canone a due voci è qualcosa di squisito. Spesso, quando le due voci di partenza sembrano avere esaurito la melodia, vi se ne aggiunge un'altra che rende nuova vita alla fuga. Una delle voci può trasformarsi in un ostinato che fa da sottofondo alle altre, e il tutto può durare diversi minuti. Quando i cantanti si fermano per riprendere fiato, il pubblico applaude il più bravo. I testi cantati parlano di forti sentimenti, tragedie, persone mendaci e innocenti martirizzati; possono ad esempio ricordare la scena del Don Giovanni in cui la statua del Commendatore dice a D.G. (che capirete bene non è Dolce&Gabbana!) "Pentiti!" e lui "No!" "Pentiti! "No!".
In studio, ho saputo, è anche presente un ballerino, ma sta sempre seduto, mentre i pochi che ballano ci fanno capire perché hanno scelto la strada del canto. L'ambiente poi è così sofisticato! Ogni persona che entra porta una bellissima rosa rossa!
Ogni tanto vengono mandati dei filmatini girati fuori dallo studio, chiamati "esterne": in questi video viene mandata musica scadente, ma ho ragione di credere che sia un modo per avvicinare i ragazzi che sentono solo musica pop all'ascolto della classica, la quale la fa da padrona in un programma che dura circa un'ora.
 
Insomma, come avrete capito sono rimasta affascinata da un esempio così elevato di cultura musicale in TV (per di più su mediaset). Per questo poco tempo fa ho deciso di recarmi agli studi dove vengono girate le puntate e fare una bella intervista.
Per l'appunto non appena sono arrivata ho incontrato il pianista che usciva a fumarsi una sigaretta.
"Ehi, ehi! Signor P!" (lasciamo perdere i nomi reali delle persone per rispetto della privacy).
P: "Cosa ci fai tu qui? Chi sei? Mi conosci per caso?"
"Sono una curiosa giornalista di internet" (eh, ragazzi, per entrare in certi posti bisogna un po' gonfiare le cose: bisogna essere qualcuno!) "Lei è il pianista di Uomini e Donne, vero?"
P:"Come lo sai? Ti prego non farmi foto, non rivelare a nessuno la mia identità! Sono in dubbio se ucciderti per ciò che sai, o uccidermi... Sì, forse la via del suicidio è la meno dolorosa..."
"Ma che sta dicendo?! Si calmi, per favore. Se proprio vuole manterrò l'anonimato per lei. Sono qui per chiederle: quanto ha studiato per poter arrivare a un simile ruolo? Deve aver fior fior di diplomi in conservatorio..."
P: "Cosa cavolo dici?! Ma ti senti?! Io ero il fratello brutto ma intelligente di quello che ha fatto "Meno male che Silvio c'è" (grazie al cielo nessuno lo canta più!). Suonavo il pianoforte nei localacci dove i parlamentari vanno a fumare l'oppio, poi un giorno cercavano un pianista da due soldi per fargli fare l'accompagnamento musicale ad un programma in TV e io, con un piccolo aiutino, sono riuscito a ottenerlo... Oh, quanto me ne sono pentito! Mi vergogno come un ladro se penso al mio povero insegnante di pianoforte: se sapesse come mi sono ridotto gli verrebbe un colpo!" scoppia a piangere.
"Mi scusi ma non dovrebbe essere contento? Questo è un programma di alta cultura musicale..." e comincio a spiegargli ciò che vi ho esposto nel paragrafo precedente. P., asciugandosi la faccia e tirando su con il naso, si calma pian piano ascoltandomi fino a scoppiare a ridere.
P: "Ahahahah!! Non hai capito proprio niente! Guarda tesoro funziona così: ..." e mi spiega a grandi linee qualcosa di cui sono rimasta sconvolta: non ho la forza di mettermi a raccontarlo a voi adesso. "... perciò la prossima volta che dopo pranzo accendi la TV su Canale 5 fai maggiore attenzione."
"Bene... Allora grazie... La saluto..."
"Di niente. Hai rallegrato una delle mie numerose buie giornate!"
 
Questa visita a Uomini e Donne non ha avuto un gran successo: devo rivedere le mie opinioni sul quel programma. Forse un giorno tornerò agli studi con nuove idee, e vi fornirò il resoconto del secondo tentativo di intervista.
11月5日

Longevità

Ieri pomeriggio l'ho passato nel delirio delle febbri che salivano, infagottata sotto molteplici strati di indumenti e coperte. Compiuto lo sforzo di far uscire un braccio infreddolito dalla mia tana per afferrare il termometro, ho poi scoperto di essere diventata una specie di stufa che macinava virus a 38,7°C.
Stamattina mi sono svegliata e stavo un po' meglio. Sono andata in cucina e c'era mio babbo che guardava un dibattito su La 7. "Ha vinto Obama!" "Bene" dico io.
"C'è uno che ha detto 'Obama e Berlusconi si somigliano' e gli hanno risposto 'Sì: hanno lo stesso colore di pelle'!" mio babbo se la ride.
Se avesse vinto McCain sarebbe stato il presidente d'America più vecchio mai eletto. Si da il caso che McCain sia nato il 29 agosto 1936, mentre una persona a noi ben nota è nata esattamente un mese dopo. Proprio così: questo stato gerontocratico è in mano ad un 72enne e non c'è niente di strano.
D'altronde ho letto da poco che Berlusconi ha scritto un articolo in cui auspica che gli italiani arriveranno a 120 anni, e che, anzi, per un politico vivere a lungo al servizio dei cittadini è un impegno da perseguire (Dio ce ne scampi). Ovviamente non possiamo negare questa sua convinzione; infatti abbiamo più di un esempio di longeva cariatide qui in Italia, tutta gente che deve aver superato i 120 anni: la Carrà, i due di Casa Vianello, Andreotti...
 
Io dico solo che ho passato lo scorso anno scolastico a sperare di ammalarmi e sono sempre stata sana come un pesce, mentre quest'anno che ho voglia di andare a scuola non riesco a farmi un mese di presenza. Con la salute che mi ritrovo al momento, perseguitata dalla legge di Murphy, i 120 anni li vedo molto lontani per la popolazione italiana.
 
Date un'occhiata ai link che vi lascio e poi fatemi sapere che ne pensate...