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日志


10月30日

Le persone

Esistono due tipi di persone: quelle che dividono le persone in due tipi e quelle che non lo fanno.
 
Esistono due tipi di persone: quelle che scrivono su un blog e quelle che non lo fanno.
Esistono due tipi di persone: quelle che sono tristi e quelle che non si sentono tristi.
Esistono due tipi di persone: quelle che hanno perversioni nervose come mangiarsi le unghie e quelle che tentano di smettere.
Esistono due tipi di persone: quelle che odiano solo gli altri e quelle che odiano tutti.
Esistono due tipi di persone: il mezzo mondo a cui avete rivelato un segreto che non dovevate spifferare, e l'altra metà che aspetta di saperlo.
Esistono due tipi di persone: quelle che parlano e quelle che le interrompono.
 
Le persone sono come le gocce sul finestrino della macchina: una troppo piccola non procede, solo se raccoglie altre goccioline si spiana la strada fino alla fine.
Le persone buone sono come l'uomo nero: non esistono.
Le persone sono come le illusioni ottiche: sembra che si muovano invece sono ferme.
Le persone sono come il cubo di Rubik: se fai una faccia non è detto che tu abbia il cubo intero.
 
Le persone sono come la terra: residuato di sostanze morte.
Le persone sono come l'aria: sono inquinate.
Le persone sono come l'acqua: semplicemente perché ne sono piene.
Le persone sono come le fiamme: senza aria soffocano.
Le persone sono come le banalità: ce ne sono tante.
Le persone sono come le cazzate che scrivo sul mio blog: nessuno le aveva richieste (ma forse qualcuno sì).
 
Esistono 10 tipi di persone: quelle conoscono il codice binario e quelle che non lo conoscono.
 
Le persone sono come le persone: troppo varie per non assomigliare a tutto.
10月19日

Bambine all'antica

Stamattina mia madre mi ha chiesto cosa ne volessi fare di un cimelio rosa che da qualche settimana giaceva in terrazza -non chiedetemi il perché si trovasse là. Questo oggetto era la casa della Barbie; ho dichiarato impassibile: "Mettilo via"
"In cantina?"
"In cantina va bene"
"Allora portalo nella vasca e puliscilo dalla polvere con la cornetta della doccia." Non l'avesse mai detto.
Ho portato la casetta in bagno e ho cominciato ad aprirla, una stanza per volta. [Il paragrafo che segue è dedicato ai maschi che non hanno mai avuto il piacere di osservare la celeberrima casa di Barbie nonché "Folding pretty house" del 1996] Questo piccolo capolavoro di ingegneria ricorda nella sua architettura gli studi sulla quadratura del cerchio: si presenta come un parallelepipedo di ridotto spessore che si può aprire a ventaglio rivelando ben tre stanze comunicanti tra loro: cucina, salotto e camera da letto/bagno: infatti girando il bellissimo letto si otteneva una vasca da bagno. Tra le altre "furbizie" troviamo la televisione "quasi al plasma" (per quei tempi la Barbie era più futurista delle costose ultime tecnologie dell'epoca) con dietro uno specchio, che si può girare verso il soggiorno o verso la camera. Poi c'è il tavolo da pranzo che viene giù dalla parete stile asse da stiro. L'aspetto più ammirevole rimane comunque il perfetto incastro delle parti, che permette al Niente di diventare un Tutto: questa per le bambine dell'epoca era già una magia, e ritrovarsi a montare la casa creando tre capienti stanze dal nulla era una sensazione che si avvicinava all'onnipotenza.
Vogliamo quindi parlare dell'emozione provata quando, riaprendo la casa dopo tanto tempo, pur con la mensola del caminetto (eh sì, c'era anche quella) nera di polvere, vi ho trovato tutti gli oggettini che avevo aggiunto nel corso degli anni? Assalita dai ricordi, rimembro come trovai quella casetta abbandonata in perfette condizioni vicino ad un cassonetto della spazzatura "da una bambina troppo cresciuta" così pensai. E così dopo che per anni l'avevo invidiata alla mia amica Zoe (io avevo la Casa Radio, a cui ovviamente non avevo mai messo le pile, che, pur essendo più moderna, era più piccola della Folding), anch'io ebbi la mia Pretty House!
Ho preso tra le mani quei bicchierini (2), quelle tazzine (4), quei piattini (8 tra piani, scodelle e sotto tazza), persino le piccole posate (2 paia)! E poi i due piccoli cordless, il telecomando; non so quando avevo comprato gli oggettini per soggiorno e avevo un bellissimo registratore con le cassette rosa! Il gattino, e l'uccellino nella gabbia! E tutto ciò perché non ho guardato nella Radio, dove c'erano pentoline, frullatore, e phon: il tutto così rosa e così neanche lontanamente funzionante! Tutte queste cose susciteranno nostalgia e tenerezza nelle femmine, mentre i maschi ne rimarranno solamente disgustati: ma cosa ci posso fare io?
L'unica cosa realmente funzionante è la lampadina da comodino: la cosa strabiliante è che la lucina funziona anche dopo che la casa è stata lavata parecchie volte!
 
Barbie, amata Barbie. Credo che adesso la Barbie stia un po' morendo. E' sempre stata troppo elegante e sofisticata, e i tempi non le hanno sorriso: la modernità si è diretta verso la rozzezza e lei non ha saputo adeguarsi; i tentativi attuati nel terzo millennio mantenevano un retrogusto di classicità troppo accentuato. Per cui adesso si accontenta di produrre scarpe e zainetti pacchiani per bambinette. Le prime a rubarle il posto sono state le Bratz, poi le bamboline delle Winx, credo. Il problema è che mentre la Barbie è una figura dichiaratamente idealizzata, le bambole che le sono successe sono delle storpie con particolari reali, il che ha fuorviato i deboli cervelli di tutte le bambine della nuova generazione (io non ho avuto questo onore perché ormai ero cresciuta, ma il mio encefalo si è danneggiato in altri modi).
Per finire, la Barbie si è nascosta per troppo tempo dietro al suo ruolo di verginella nubile, accompagnandosi eternamente al fustacchione Ken, e all'occasione tenendo a bada la sorellina/bambina a cui faceva baby-sitting/nipotina/allieva d'asilo Shelly; la verità è che le bambine la incastravano sempre in una travagliata vita da ragazza madre (la cui unica ricchezza risiedeva nella vastità del guardaroba), sposata con un marito (il quale al contrario possedeva due o tre completi) con il quale doveva accontentarsi di dormire in un divano letto (per quanto mi riguarda l'unico esempio di letto matrimoniale per Barbie mai visto): questa ipocrisia non poteva durare e così la Barbie ha dovuto cedere il passo.
L'ultimo ricordo va alle sfortunate imitazioni (Tanya, Sindy, quelle Senza-nome, tante altre di cui ho scordato l'esistenza), che venivano comprate sia perché costavano di meno, sia perché rappresentavano una novità rispetto ai tratti somatici Mattel, altrimenti tutti uguali.
 
   
 
 
10月18日

Saturday night fever

Mi ritrovo il sabato sera davanti a questo schermo, dopo aver guardato chetempochefa. Da alcune settimane sono diventata un'assidua visitatrice di Yahoo! Answers; così, girellando tra le varie domande pubblicate con una frequenza allucinante, mi diverto a studiare le persone e i loro problemi. Come dicevo, è sabato, ed è sera: il sito si popola di domande come "Cosa vi ha impedito di uscire stasera?", "Come mai siete al pc?". A pensarci bene è veramente buffo che si crei una catena di "solidarietà" del genere: mi ha lasciato un po' spiazzata. Non è così normale: è il tipico comportamento che verrebbe definito una peculiarità della generazione internettiana, eppure fa quasi tenerezza.
Passando ad un altro concetto: sfatiamo il mito che se uno sta a casa il sabato sera è uno sfigato totale. Io, ad esempio -tipico discorso da sfigato che si discolpa, penserà chi legge, ma pensi quello che vuole-, ultimamente sono stanchissima (sospetto anzi che uno strano virus che provoca sonnolenza si sia intrufolato tra i miei conoscenti coetanei), e poi le discoteche le aborro proprio. Odio quasi tutta la musica techno e house, delle quali ho studiato le sonorità (che forse un giorno vi spiegherò) in un memorabile sabato pomeriggio alle giostre (ovvero una settimana fa alla fiera di Scandicci). Oggi ero in macchina con mia mamma, e mandavano alla radio una vecchia canzone. "Questa era musica da discoteca" mi spiega lei, rimembrando evidentemente i tempi in cui era una hippie/metallara/rockettara e musica simile la snobbava. Adesso canzoni del genere si chiamano "vecchi classici" o "evergreen". Mi domando: è possibile che quando saremo adulti la musica da discoteca sia ancora peggiore di quella attuale, e i nostri figli ascoltando l'attuale robaccia dicano "Cavolo, questa almeno aveva un ritmo"? [adesso dico "Questa almeno aveva una melodia e un testo]. Oppure, come penso e spero io, abbiamo talmente toccato il fondo e scavato che a breve ci sarà una rivoluzione musicale, che spazzerà via tutta la robaccia degli ultimi tempi con qualcosa di totalmente nuovo?
 
Vi lascio con una bella frase, adatta agli ultimi tempi, che il Ministro della Paura ha declamato stasera: "E noi modestamente applichiamo metodi efficienti per produrre emeriti deficienti!"
10月11日

Occuparsi dell'occupazione?

Stasera sono qui a scrivere per vari motivi: uno di questi è il fatto che il mio, come altri licei di Firenze, è stato occupato con la fervente convinzione che ciò sarebbe servito ad attirare l'attenzione dei media sulla protesta studentesca al decreto Gelmini. Dato che anch'io, nel mio piccolo, gestisco una fonte di informazione, lo comunico, così se qualcuno cercherà informazioni sulle occupazioni dei licei troverà che qualcosa è successo, nel bene o nel male, non lo si può prevedere.
 
Oggi a scuola eravamo quasi tutti a fare l'assemblea non autorizzata (il giardino non è ritenuto sicuro ma è l'unico luogo non claustrofobico dove la nostra scuola si può ritrovare), e credo di poter affermare che la totalità dei presenti fosse contro il decreto Gelmini (professori compresi): è abbastanza ovvio, come si può trovarsi d'accordo con un piano così scellerato?
Alla fine è stato deciso con una maggioranza veramente schiacciante di fare l'occupazione. Io ero contro, come altre persone: abbiamo esposto le nostre ragioni al microfono, ma personalmente mi sono beccata solo fischi... La cosa snervante è stata vedere come, appena la votazione ha avuto termine, 1/4 delle persone se n'è andata, contenta di saltare la scuola.
Gli studenti convinti dell'occupazione, però, mi sembrano piuttosto civili e motivati, almeno per ora. Spero davvero tanto di vedere le mie amare previsioni (la famosa teoria de "l'entropia dell'occupazione", che non ha suscitato molta approvazione) smentite: posso sperare in un progetto che per prima avevo dichiarato utopico? Beh, se la maggioranza decide di sostenerlo, mi devo adeguare.
 
Sebbene pensassi di essere io la disincantata che non crede in un'occupazione che non si trasforma in scialo e degenero puro, mi è stato dato di utopista quando ho proposto di manifestare in altri modi. "Sì, vivi in un bel mondo tu, se pensi che ci cagheranno se facciamo qualcos'altro!" Se penso alle mie fantasie riguardo a bizzarri modi di protestare, non posso che darti ragione, S., nonostante tu mi sputato in faccia questa sentenza con un'insopportabile faccia da schiaffi.
 
I ragazzi vanno a scuola con i grembiulini, come segno di protesta. Tutti, per giorni. E poi un bel giorno fanno trovare ad ogni finestra un grembiulino stracciato appeso a mo' di impiccagione.
Un gruppo di liceali latinisti va il pomeriggio in piazza d'Azeglio, e in altre piazze: fanno lezione di latino, anche ai bambini che erano venuti per giocare ai giardinetti. Una mamma:"Cosa fate?" "Cerchiamo di non far morire il latino, perchè suo figlio non avrà la possibilità di impararlo"
Un gruppetto di ragazzi gira e raccoglie firme contro il decreto. "Lei è d'accordo con i tagli alle università? Con il maestro unico? Con l'abolizione del latino nei licei non classici?" e se trovano qualche rimbambito che dichiara "Il latino è una lingua morta" rispondono "Ergo, lei è a favore. Ipse dixit. Allora chiedo venia per averla disturbata."
Questa sì che è utopia.
10月6日

Giostrarsi tra girevoli giornate

Com'è possibile che non esista un tutto? Perché quando passate la giornata impegnandovi c'è sempre qualcosa di dimenticato? Un compito non assolto? Un desiderio lasciato a metà?
L'animale non sa fare programmi: agisce solo per istinto e compie le sue azioni nell'ordine in cui gli vengono in mente, una dopo l'altra, e non capisce se sta o no perdendo tempo perché non ha obiettivi rilevanti. Il robot non sa cosa fare: qualcuno digita un programma, una serie di comandi, e la macchina li esegue senza perdere tempo, ritrovandosi con un sacco di tempo libero per... stare spento.
L'uomo riesce a prepararsi programmi mentali, ma ha bisogno di seguire il suo pensiero, così mutevole e lassista: il tempo sembra non amarci, e la nostra condanna sta nella capacità di rammaricarci di ciò che abbiamo mancato. L'uomo agogna il tempo libero, ma non vi arriva quasi mai, e quando lo ottiene, l'ha riempito di progetti accantonati e polverosi, che si urtano a vicenda alzandosi con difficoltà da vecchie sedie a dondolo.
E così bisogna sempre fare delle scelte che precludono il resto: un giorno potete studiare ogni materia perfettamente e vi direte: "Bravo!", un giorno potete svolgere i lavori di casa, e fare contenti i genitori, che vi sorrideranno: "Bravo!", un giorno portate a termine le commissioni accumulate: "Bravo!"... ma a questo orgoglio si mescola quell'aspro sapore di delusione, un senso di colpa intramontabile, che ogni sera vi ricorderà cosa avete mancato di fare.
 
E così stasera ho scelto di scrivere, perché mi andava, ed era un po' che non aggiornavo...
Brava Mugna, ma...